Foursquare lancia i “Local Updates”, promuovendo le aziende che confermano il proprio listing

Le aziende che non hanno ancora confermato il proprio listing su Foursquare, l’applicazione mobile basata sulla geo-localizzazione che permette agli utenti registrati di condividere la propria posizione (check-in), dovrebbero farlo al più presto. Foursquare fornirà a tutti i business, circa un milione, che hanno già verificato il proprio listing, un servizio di accesso fast-track ai clienti, attraverso la nuova messaggistica di “local updates”.

Con questo strumento, le aziende possono inviare messaggi ad un gruppo di utenti selezionati dall’algoritmo di Foursquare, basato sulla frequenza con cui gli utenti effettuano un check-in, la posizione geografica, ed il tipo di attività che prediligono.

Per esempio, il New York City Parks Department ha confermato il suo listing. Utilizzerà gli aggiornamenti locali di Foursquare per inviare messaggi agli utenti della zona che hanno espresso il loro interesse per i 1250 parchi della città.

Gli aggiornamenti sono visualizzati nella etichetta “Amici” all’interno della app Foursquare. L’applicazione può essere scaricata gratuitamente per le piattaforme iPhone, Android e molte altre.

Fonte Articolo: Tnooz

La maggior parte dei viaggiatori si aspetta il Wifi Gratuito negli hotels

E’ forse uno dei temi più dibattuti in materia di tecnologia durante i viaggi – i consumatori dovrebbero avere diritto al wi-fi gratuito e accesso ad internet in hotel?

E adesso si scopre che i viaggiatori stanno diventando sempre più esigenti sulle destinazioni da visitare, e molto spesso basano la loro decisione sulla qualità della copertura mobile.

Uno studio realizzato su 500 viaggiatori (52% dall’ Europa Orientale, 16% dal Nord Europa, 13% dal Sud Europa, 17% dal Medio Oriente) ha dimostrato che l’86% degli intervistati si aspetta la connessione wi-fi gratuita negli hotels.

Incredibilmente, oltre un terzo degli intervistati (37%) afferma che una buona copertura mobile è importante nella scelta di una destinazione, anche se poi questo studio non spiega come i consumatori verificano questi requisiti.

In un’altra sezione di questa ricerca (commissionata da Brocade), oltre la metà degli intervistati ammette di utilizzare i propri dispositivi mobili per controllare le proprie email di lavoro anche durante un viaggio di piacere – questo non sorprende perché circa il 95% delle persone non si separa mai dal proprio smartphone, anche quando è in vacanza.

La pressione sugli hotels per liberalizzare la tariffe su servizi di wi-fi si sta facendo sempre più insistente, anche se i proprietari affermano che i costi, specialmente per gli hotels più grandi, sono ancora proibitivi.

Anche il live streaming sta diventando una caratteristica sempre più richiesta, con oltre un terzo degli intervistati che affermano di volere visualizzare i contenuti delle Olimpiadi di Londra 2012, in caso si trovassero in viaggio on in vacanza.

John McHugh, VP e CMO, di Brocade afferma che:

C’è una sorta di fusione tra il tempo libero e il tempo lavorativo nella società moderna, grazie ad una idea sempre più consumistica dei Sistemi Informativi e all’idea di potere utilizzare ovunque i propri dispositivi (BYOD, Bring Your Own Device – Porta il tuo dispositivo), le politiche di lavoro portano molte persone a fare affidamento su smartphone e dispositivi tablet tutto il giorno, ovunque si trovino e qualunque cosa stiano facendo”.

Fonte Articolo: Tnooz

Immagini: Best Western Park Hotel Pordenone

 

I sondaggi di Wyndham Hotel Group rivelano le tendenze dei viaggiatori internazionali nel 2012

Nel 2012 il settore turistico britannico dovrebbe prepararsi a corteggiare i numerosi viaggiatori cinesi e brasiliani (58% di turisti cinesi e 41% di turisti brasiliani) che, secondo i risultati dei sondaggi diffusi dal Wyndham Hotel Group (la compagnia alberghiera più grande al mondo, con oltre 7.150 hotel) faranno delle vacanze più lunghe rispetto al 2011.

Incaricato di comprendere più a fondo le abitudini vacanziere degli ospiti internazionali del Wyndham Hotel Group, lo studio ha preso in esame circa 5.600 adulti nelle maggiori città di Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Cina e Brasile.

I risultati hanno anche mostrato che gli abitanti di Cina e Brasile hanno diverse tendenze quando si tratta di spendere il proprio budget extra. Mentre i cinesi preferiscono spendere soldi per alloggi di lusso, i brasiliani, più di ogni altra nazione considerata, tendono a riversarli per altre attività e per un servizio clienti di valore.

Tendenze dei viaggiatori cinesi e brasiliani:

  • Oltre la metà dei turisti cinesi (58%) ammette un aumento del budget di viaggio nel 2012, seguiti dalla conferma degli oltre due quinti  dei viaggiatori brasiliani (41%), ma comunque in contrasto con il modico 27% degli USA e con il 24 percento di Regno Unito e Canada.
  • Di questi turisti cinesi, oltre la metà (61%) destinerebbe una spesa aggiuntiva per un hotel di categoria più elevata, mentre oltre i due terzi (72%) soggiornerebbe in hotel esclusivi (4 stelle) o di media categoria (3 stelle), diversamente dai vacanzieri brasiliani, di cui poco più di un terzo (35%) opterebbe per un hotel economico (1-2 stelle).
  • La metà (50%) dei turisti cinesi aderisce ad un programma fedeltà, dimostrando un incredibile 76 percento di attaccamento al programma nella prenotazione di un hotel. Seguono a ruota gli USA, di cui circa i due terzi (64%) scelgono di organizzare un viaggio affidandosi ad iniziative basate sui programmi fedeltà.
  • I turisti cinesi guidano il gruppo nella prenotazione di catene alberghiere ben note, con circa un quarto (24%) disposto a pagare qualcosa in più per soggiornare in un hotel dal marchio famoso, mentre la media di USA, Regno Unito, Canada e Brasile si attesta intorno al 14%.
  • Oltre un terzo dei brasiliani (35%) preferisce un buon servizio clienti, mentre i servizi spa sono particolarmente importanti per i turisti cinesi, di cui circa la metà (45 percento) afferma che i servizi benessere sono l’elemento più importante in assoluto.

Denominatori comuni a tutti i turisti:

  • Un terzo di tutti i turisti (34%) aderisce ad un programma fedeltà. Di questi, il 62 percento dichiara che l’adesione ad uno di questi programmi influenza la scelta dell’hotel.
  • Senza contare la nazione di provenienza, la maggior parte dei turisti (53%) concorda nel voler destinare un budget extra per un prolungamento della vacanza, mentre poco sotto la metà (47%) si trovano coloro che avanzerebbero ad un hotel di migliore qualità. Per contrasto, solo uno su quattro (25%) sarebbe felice di pagare qualcosa in più per servizi alberghieri come un centro benessere.
  • Considerata più un diritto che un privilegio, poco meno di un quarto degli intervistati (24%) rinuncerebbe ad una vacanza in caso di ristrettezze economiche, scegliendo invece una riduzione dei pasti raffinati (60%) e di pranzi e cene fuori (44%). Tra coloro che non hanno intenzione di rinunciare alle vacanze, circa un terzo (30%) viaggia soltanto una volta all’anno o anche meno.
  • Dei viaggiatori di tutto il mondo, poco più di un terzo (37%) sarebbe disposto a pagare un costo aggiuntivo per avere un hotel situato in una posizione comoda, dotato di servizi spa (33%) e con delle belle vedute (30%), che risultano apprezzate da tutte le nazionalità.
  • In generale, i turisti concentrano la maggior parte delle vacanze su attività al di fuori dell’hotel, con oltre un terzo (37%) dedito ad escursioni, seguite subito dopo dallo shopping e da pranzi e cene fuori (23%).

Fonte Articolo: TravelDailyNews

Immagini: BillFryMire

Parity Rate: un limite per i Revenue Managers?

RAPPORTO DAGLI STATI UNITI- Se domandate ad un revenue manager se pratica la parity rate o se chiedete ad un consulente commerciale se consiglia ai propri clienti di praticare la parità di tariffa, la risposta sarà sicuramente “sì”.

Parity Rate

Perché? Perché se c’è una tariffa pubblica disponibile sul mercato che non corrisponde alle tariffe presenti sugli altri canali, si pagano delle conseguenze. Le agenzie di viaggio online (OTA) e gli affilianti oggi tengono attentamente d’occhio le tariffe praticate da un hotel sui diversi canali, e se ad un di questi viene data una tariffa preferenziale, allora l’hotel potrebbe rischiare una multa.

“Se non praticate la parity rate, allora l’affiliante potrebbe applicarvi una multa che oscilla fra $75 e $150. La volta successiva potrebbero sospendervi dal sistema di prenotazioni centralizzato,” afferma Max Starkov, Presidente e Amministratore Delegato di Hospitality eBusiness Strategies. “Vi tolgono dal sistema e vi fanno contattare dagli avvocati. Dopo che avete ammesso il vostro sbaglio vi ridanno accesso al sistema pagando $5000. Ecco il modo in cui riescono ad ottenere la parity rate da tutti.”

Anche le OTA hanno politiche simili se non addirittura più rigide, impiegando appositamente managers di mercato per trovare gli hotels che non praticano la parità di tariffa e sanzionarli con un listing inferiore nei risultati di ricerca o addirittura con la cancellazione.

Diverse fonti affermano che l’importanza della parity rate è aumentata nel corso degli anni. Quando la domanda alberghiera cominciò a crescere, a partire dal 2003, furono proprio gli affilianti ad insistere per una online parity rate per evitare che parti terze potessero indiscriminatamente abbassare i prezzi. Più avanti, quando gli albergatori si fecero più furbi e cominciarono ad introdurre tariffe in base al tipo di camera, le OTA chiesero la parità di tariffa nelle negoziazioni per dare una stretta alla situazione.

La catena Hilton, ad esempio, sta facendo moltissima promozione per portare i clienti a prenotare direttamente. Prenotate con noi ed avrete 500 punti gratis o Internet gratis,” dice Starkov. “Proprio per questo le OTA sono state costrette a pretendere la parità di tariffa”.

Le OTA piccole pretendono la parità di tariffa per ottenere gli stessi prezzi di quelle più grandi. Quelle più grandi pretendono la parità di tariffa con il fornitore in modo da non essere sottoquotate. E’ quello che sta succedendo adesso,” afferma Robert Cole, fondatore di RockCheetah, società di consulenza nel settore alberghiero, marketing e tecnologia.

Oggi, molte catene alberghiere offrono sul proprio sito la “migliore tariffa garantita”. Il concetto chiave è che i consumatori non troveranno, in Internet, una tariffa inferiore. Potranno trovare la stessa tariffa, ma comunque mai una più bassa.

Può essere una cosa dannosa nel lungo periodo?

Ma con tutte le discussioni fra i brand e i rivenditori per assicurare la parity rate, gli albergatori non rischiano di perdere l’opportunità di massimizzare i propri guadagni? Se un particolare canale offre una connessione semplice, lavora duro per promuovere un hotel e chiede una commissione inferiore agli altri, allora perché gli albergatori non possono offrire a questo canale una tariffa scontata per una stanza nel loro hotel?

“E’ complesso, perché dal mio punto di vista i prezzi dovrebbero essere equivalenti,” dice Cole. “Se mi offri un buon giro d’affari, allora il tuo sconto dovrebbe essere leggermente migliore. Dal punto di vista corporate invece, se mi offri molte opportunità con i gruppi allora dovresti avere una tariffa migliore”.

Comunque, continua Cole, gli albergatori sono stati “soverchiati” da tutti gli operatori online e la strategia più semplice è offrire a tutti la stessa tariffa.

“Gli albergatori si sono fatti i letti e adesso ci devono stare dentro”, dice Cole.

Il risultato di questo botta e risposta circa la parità dei tassi ha creato la odierna gestione del canale, dove i revenue managers  stabiliscono “la migliore tariffa disponibile” e offrono sconti in base a questa tariffa. Sono molto attenti ad offrire a ciascun distributore online le stesse tariffe scontate. Tuttavia ci sono una miriade di diverse categorie di camere, tutte con prezzi differenti. Nei periodi di alta stagione i managers chiuderanno molto prima la disponibilità delle stanze più scontate. Mentre nei periodi di bassa stagione cercheranno di sfruttare al massimo tutte le camere scontate.

Si tratta di una sorta di soluzione, ma i revenue managers affermano che ai distributori va bene così, ed è la cosa più importante.

“Alla fine queste regole servono anche per proteggere l’anello più debole. Non vogliamo che singoli hotels si svendano a hotels.com o a qualunque altro grande intermediario, perché questo erode le tariffe del franchise e compromette l’equità del brand,” afferma Stephen Field, Presidente di Synergy Hospitality, un operatore-proprietario di un brand formato da cinque hotels. “Abbiamo speso parecchio per diventare parte di questo brand.. sarebbe sciocco da parte nostra aver fatto tutto questo e poi lasciare che venga compromesso”.

E’ difficile riuscire a mantenere la parity?

Quindi, con innumerevoli canali in cui vengono presentate le proposte alberghiere e tutte le diverse camere disponibili, quanto è difficile per i revenue managers garantire la parity attraverso tutti i canali? Dipende dalla persone a cui fate questa domanda.

Starkov assicura che la tecnologia alberghiera permette agli hotel di fissare i prezzi una unica volta e poi questi prezzi vengono inviati a tutti i diversi canali di distribuzione.

Accettare una stretta politica di parity rate, non è così difficile come può sembrare,” dice. “Se vedete delle incongruenze è perché un albergo non ha attuato questa politica o perché non sa che cosa sta facendo. Un mancanza di informazioni porta ad una mancanza di tariffe paritarie”.

Paul Wood, VP del revenue management per Greenwood Hospitality Group, dice invece che non è così semplice. Afferma infatti che le nuove versioni degli strumenti tecnologici utilizzati dai brand a volte ci impiegano un po’ di tempo per sincronizzarsi con i distributori, funzionando a singhiozzo. Inoltre alcuni brand non hanno contatti diretti con tutte le OTA, e questo comporta il continuo aggiornamento di vari siti extranet.

Un nuovo aggiornamento di Marriot International, per esempio, ha lasciato uno dei Greenwood hotel fuori dalla parity e costretto il gruppo di Wood and inviare continue notifiche. Afferma che tutto il suo team è costantemente impegnato a monitorare le tariffe dei loro hotels – anche gli impiegati al ricevimento  – per assicurare che venga rispettata la parità all’interno di più di 150 canali distributivi.

“Utilizzare le tecnologie più avanzate, a volte può essere molto impegnativo,” dice Wood. “Se per esempio si vuole fare una promozione specifica solo su una OTA, diventa una specie di impresa”.

Sia che gli hotel non pratichino la parity volontariamente o per sbaglio, le ripercussioni saranno le stesse. Tuttavia per quelli che cercano di fare i furbi con una strategia diversa, offrendo ad una canale una tariffa migliore delle altre, le conseguenze a lungo termine saranno molto gravi.

“Alla fine gli hotel devono comunque stabilire una parity rate, ma può essere molto difficile,” dice Cole. “Se non pratichi la parità di tariffa alla fine vieni allontanato da tutti”.

Cole dice che la parity rate “mantiene l’equilibrio”, ma proprio perché questo modello offre profitti inferiori agli albergatori, “non è un equilibrio realmente sostenibile”.

Fonte Articolo: HotelNewsNow

Immagini: RateGain Blog & RevolutionSystem

Come aumentare le prenotazioni dirette grazie all’analisi delle recensioni

Di Josiah Mackenzie, ReviewPro su HotelMarketing

In questo articolo ReviewPro condivide tre strategie tramite le quali il marketing alberghiero può sfruttare il social web per aumentare le prenotazioni dirette, utilizzando l’analisi delle recensioni.

Uno dei trend più rivoluzionari nella tecnologia a supporto del settore alberghiero è l’uso dei dati social media e l’analisi delle recensioni dei clienti per ottimizzare la distribuzione e massimizzare il profitto.

Per molte aziende del settore alberghiero con cui lavoriamo – da piccoli boutique hotel a catene di fama mondiale – questo è proprio il pezzetto mancante nel rompicapo per il ritorno dell’investimento all’interno dei social media.

Strategia di profitto #1: Massimizzare il prezzo

L’idea: I consumatori sono disposti a pagare di più – il 38% in più, secondo comScore – per hotels con recensioni online che indicano una qualità di servizio superiore.

Come gli hotels utilizzano queste informazioni per guadagnare: I revenue managers analizzano il Global Review IndexTM degli hotel nel loro portafoglio, comparandolo con quello degli hotel concorrenti, per verificare la possibilità di aumentare i prezzi. Se un hotel ha una reputazione migliore dei sui concorrenti con prezzi similari, allora le sue tariffe possono essere aumentare senza correre il rischio di perdere prenotazioni.

Uno dei nostri clienti ha provato questa strategia, inizialmente su scala ridotta, solo su alcuni dei suoi alberghi. Ha provato ad aumentare le tariffe di $5 per notte, su canali dove questi hotels avevano una ottima reputazione. E non c’è stato nessun calo nelle prenotazioni. Dopo aver tentato una terza volta di aumentare i prezzi, ha cominciato a notare un calo delle prenotazioni, quindi ha bloccato l’aumento ha $10 per notte, attribuendo il profitto extra alla ottima reputazione ottenuta grazie alla buone recensioni.

Il risultato: Tariffe più alte, maggiore resa globale.

Strategia di profitto #2: Ottimizzare il canale di distribuzione

L’idea: I siti web che raccolgono le recensioni degli hotels hanno ciascuno utenti diversi. Inoltre, le commissioni per le prenotazioni variano notevolmente tra le agenzie di viaggio online ed i partner distributori. Una prospettiva globale delle attività di tutte queste fonti può ottimizzare la distribuzione.

Come gli hotels utilizzano queste informazioni per guadagnare:  Cercando di aumentare la soddisfazione dei clienti – e incoraggiandoli a scrivere recensioni su più canali  possibili – gli albergatori fanno crescere il proprio business a livello globale.

I nostri clienti guardano gli indici delle varie fonti per comprendere sia la qualità che la quantità di feedback tra i vari siti di recensione in tutto il mondo.

Una volta identificata la performance di un hotel, il management può intraprendere una serie di azioni per migliorare la propria posizione su ogni canale, incluso:

  • Riscrivere la descrizione dell’hotel sui siti di recensioni o sui siti di distribuzione [fusion_builder_container hundred_percent=”yes” overflow=”visible”][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][Per fissare aspettative più accurate]
  • Fornire un servizio personalizzato ai clienti che prenotano tramite uno specifico canale [Fare di tutto per assicurarsi che questi clienti siano soddisfatti]
  • Chiedere agli ospiti di lasciare recensioni su specifici siti [Aumentare il volume delle recensioni – spesso questo determina il posizionamento su questi siti web]

Questo approccio proattivo aiuta gli albergatori a gestire la propria visibilità e a raggiungere i propri obiettivi di vendita e di marketing.

Il risultato: Maggiore visibilità e minore dipendenza da una unica fonte, con la possibilità di diminuire le commissioni, convogliando le prenotazioni attraverso i canali partners con costi inferiori.

Strategia di profitto #3: Aumentare la conversione diretta

L’idea: Il 95-97% dei visitatori abbandona il sito web di un hotel senza avere acquistato nulla. Per la maggior parte degli hotel, il motivo per cui un utente esce dal sito è per controllare l’opinione degli altri consumatori – spesso sotto forma di recensioni online. Quando un visitatore va su un altro sito per leggere delle recensioni, è molto probabile che poi prenoterà quell’albergo attraverso un partner di distribuzione – che poi costerà all’hotel una spesa in commissioni. Ma può anche succedere che i visitatori si perdano completamente: il 40% dei consumatori che escono dal sito web di un hotel per leggere delle recensioni prima di prendere una decisione, alla fine prenoteranno una stanza in un hotel diverso.

Questa perdita di prenotazioni dirette potrebbe essere evitata se ci fosse un mezzo per trattenere le persone sul sito web, aumentando la loro fiducia nell’effettuare una prenotazione.

Come gli hotels utilizzano queste informazioni per guadagnare: Gli hotel come The Mirror pubblicano sul loro sito web una sezione recensioni che contiene informazioni provenienti da oltre 100 siti di recensioni e OTA. Utilizzano anche il nostro marchio di qualità per mostrare il  Global Review IndexTM – un punteggio di riferimento per la soddisfazione dei clienti, condiviso da tutti  i siti di recensioni.

Il concetto è molto semplice: si tratta di dare ai vostri clienti la possibilità di condividere la propria esperienza con le persone che stanno pensando di prenotare una stanza presso di voi. Questo crea una impressione sincera del vostro hotel, aiutando a creare fiducia e soddisfazione. Se il vostro team si impegna per soddisfare i clienti oltre le loro aspettative, proprio questi clienti agiranno come una vera forza vendita per il vostro hotel.

Il risultato: Un aumento delle prenotazioni dirette – risparmio sulle commissioni per prenotazioni da canali di distribuzione. Le prenotazione dirette vi permettono inoltre di avere una maggior controllo sull’esperienza del cliente – si possono raccogliere dettagli aggiuntivi per creare un servizio ed una comunicazione personalizzati, che può portare ad una maggiore fidelizzazione.

Cominciate subito a provare queste strategie.

La gestione e la partecipazione all’interno dei social networks è importante. Ma quando si tratta di sfruttare il social web per aumentare le entrate in modo misurabile, sfruttate la potenza delle tre strategie menzionate sopra.

Se non utilizzate l’ analisi ed il trend delle recensioni all’interno del vostro programma di revenue management, allora state rinunciando a dei possibili guadagni.

Immagini: Hotel Management Asia & ReviewPro[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

Il dilemma del prezzo: sapete quanto i vostri clienti sono disposti a pagare?

Ritesh GuptaIn dettaglio: La disponibilità di un cliente a pagare è un punto importante per tutte le aziende alberghiere, ma ci sono molti fattori da considerare quando si parla di prezzi. Ritesh Gupta di Eye for Travel esamina quanto la disponibilità a pagare varia a seconda dei prodotti base e delle offerte accessorie e cosa è necessario fare per ottenere risultati ottimali.

Il primo obiettivo del revenue management è identificare il prezzo giusto per un prodotto. Proprio per questo i professionisti del revenue management oggi stanno spostando il loro approccio da una logica basata sul prezzo a una logica basata sul valore, sia per i prodotti di base che per quelli accessori (extra alberghieri).

Anziché considerare i costi di una azienda alberghiera, il prezzo basato sul valore si focalizza sulla percezione del valore da parte del cliente. Esistono anche esempi di questo approccio al di fuori dell’industria turistica. L’anno scorso, il ministero della salute inglese si è orientato verso un approccio basato sul valore, relativamente ai medicinali di marca. E’ stato introdotto un sistema basato sul valore cosicché i pazienti potessero avere accesso ai trattamenti ed ai medicinali che i dottori ritenevano giusti per loro. In questo contesto, lo scopo del prezzo basato sul valore migliora l’accesso dei pazienti alle medicine giuste, assicurando che siano disponibili ad un prezzo che rispecchi i benefici che portano.

Quindi, parlando di prezzi basati sul valore, ci sono due cose da considerare:

1.     Il prezzo basato sulla disponibilità del cliente a pagare per un servizio.

2.     Il prezzo basato sul valore complessivo di lungo termine, dato dal cliente.

Anche se i costi per prodotti di base come le stanze avranno sempre un certo impatto sul prezzo, l’industria dell’ospitalità è andata oltre al modello basato sui costi dove i margini sono fissi. Si è spostata verso un modello più dinamico che prende in considerazione la disponibilità del cliente a pagare e dove i margini possono cambiare con il mercato, spiega Alex Dietz, principal product manager presso SAS, società specializzata nel business analysis. Dietz aggiunge che c’è molto spazio per il miglioramento e che i costi non sono più la variabile principale. Per quanto riguarda i prodotti accessori (golf, spa, food & beverage, negozi), molti prezzi sono ancora basati sui costi. “Qui c’è ancora molta strada da fare,” afferma.

Il prezzo basato sul valore complessivo di lungo termine, comunque, è ancora un concetto abbastanza nuovo e poco sfruttato dall’industria.

“Ci sono certamente ostacoli significativi da superare prima di raggiungere questo tipo di determinazione dei prezzi,” dice Dietz. “A mio avviso è poco probabile che riusciremo a basare il prezzo sul valore complessivo dato dal cliente – ma i benefici a lungo termine che derivano dal focalizzarsi sul valore di lungo termine del cliente, sono, credo, abbastanza visibili.” Quindi, nonostante tutte le difficoltà, ci saranno investimenti in questo senso nell’immediato futuro.

Assumersi le responsabilità

Massimiazzazione del ProfittoNello spostamento da una logica basata sui costi ad una basata sul valore, il revenue management ha continuato a sostenere il peso delle competenze coerenti all’oggetto su un area di responsabilità sempre più grande, dice Douglas Hesley, direttore APAC RM di Four Seasons Hotels & Resorts. “Spesso si dice che la percezione è realtà; tradurre la percezione del valore associato ai nostri prodotti in strategie di prezzo è fondamentale per il nostro successo,” afferma. “Sapendo di avere diverse tipologie di clientela, sappiamo bene che capire le diverse percezioni del valore da parte dei diversi gruppi di clienti, è altrettanto importante per il nostro successo.”

Ma c’è un certo numero di fattori che bisogna mettere in ordine prima di praticare il modello valore basato sulla disponibilità dei clienti a pagare.

Secondo Dietz, sono:

1.    La disponibilità di un sistema di vendite che permette la gestione dei prezzi e delle vendite in modo intelligente.

2.     Processi aziendali coerenti con il  revenue management

3.    Accesso  alle informazioni relative al comportamento di acquisto dei clienti.

4.     Sistemi a supporto delle decisioni per evidenziare il valore del cliente e analizzare e prevedere il comportamento del cliente ad un livello dove questo valore è differenziato.

5.     Persone che capiscono tutti i punti sopra elencanti e che agiscano di conseguenza.

L’industria ha speso molto denaro per mettere insieme le informazioni necessarie per lavorare sul prezzo incentrato su quanto si è disposti a pagare per i prodotti di base – ma c’è ancora molto lavoro da fare per il settore dei prodotti accessori. “Ci sono stati dei progressi in molte delle aree tecniche più difficoltose, ma c’è ancora molto da fare,” dice Dietz.

Le sfide per il futuro

Secondo SAS, il prezzo  basato sul valore dell’impresa comporta una nuova serie di sfide, tra cui:

Capire interamente il valore complessivo che viene dato dal cliente può essere difficile, per via di tutte le transazioni all’interno dell’impresa (PMS, il sistema della spa, il sistema Food & Beverage, il sistema dei negozi etc.). Questo problema è particolarmente presente nei brand e nei gruppi composti da molte proprietà.

La qualità dei dati di questi sistemi operativi è spesso poco soddisfacente – quindi anche potendo avere accesso ai dati, mettere insieme tutte queste informazioni per un singolo cliente può diventare una vera sfida.

Realizzare un prezzo basato sul valore complessivo per i sistemi di vendita è un’altra sfida.

Questi sistemi non sono di solito creati per fornire prezzi diversi basati su attributi variabili come il valore del cliente al momento della vendita. Questo può comportare cambiamenti ai sistemi di protezione o di gestione e può anche avere un impatto sui processi del business.

Non tutti i clienti possono essere “valutati” al momento della transazione. Spesso perché si tratta di nuovi clienti oppure perché prenotano tramite un canale esterno o perché hanno scelto di non essere identificati al momento della transazione. Per tutti questi clienti, abbiamo ancora la necessità di basare il prezzo sulla loro disponibilità a pagare.

Renderlo Possibile

Nel tentativo di andare verso prezzi basati sul valore, Diatz consiglia di focalizzare l’attenzione su questi punti:

La prima mossa per avere un prezzo basato sul valore dei clienti, è mettere insieme tutte le informazioni che avete su di loro nei vari sistemi. Una revisione della qualità dei dati sarà fondamentale a questo livello. Ovviamente, tutti pensano che i propri dati siano in ordine e puliti, ma la prima volta che cercate di ottenere una visione a 360 gradi dei vostri clienti, vi renderete conto che questo non è vero. E se vogliamo davvero stabilire i prezzi in base al valore dato dal cliente, allora è necessario comprendere il valore complessivo attribuito dal cliente.

Il passo successivo è sviluppare una visione a 360 gradi di ogni cliente, in modo da capire che valore globale ha dato ciascuno di loro.

Il passo conclusivo è rendere operativa la elaborazione del prezzo basata sul valore di ogni cliente. Questo è difficile sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista del management, perché impatta su una miriade di processi e di sistemi. Qui però c’è anche un lato positivo, perché portando questo valore ai punti di contatto con i clienti – dove vengono effettuate le transazioni –potete davvero unire il servizio clienti con il valore su base individuale.

Fonte Articolo: EyeForTravel

Immagini: Fiona Mackenzie, Profit Maximization Wikipedia

Starwood: un “Social media customer service” fatto come si deve

Articolo di Rocky Agrawal su VentureBeat

Starwood: un social media customer service fatto come si deve

Proprio ieri ho parlato dei problemi che affrontano le aziende quando utilizzano i social media per fare customer service. Oggi voglio condividere una fantastica esperienza che ho avuto con il servizio clienti di Starwood.

Ho scritto in un tweet che nel corso degli anni ho speso più di $660.000 sulla mia carta Starwood American Express. Qualcuno di Starwood mi ha risposto chiedendomi  cosa avrei fatto con tutti i punti Starwood guadagnati.

Casualmente, quel giorno, stavo proprio utilizzando i miei punti Starwood per alloggiare allo Sheraton New Orleans Hotel. Quando l’ho scritto nel mio tweet, il social media manager dell’hotel mi ha risposto chiedendomi come stava andando il mio soggiorno.

Ho risposto che la connessione internet dell’hotel mi stava dando problemi. Il social media manager si è scusato e mi ha chiesto se avrei preferito ricevere in camera, come omaggio, una bottiglia di vino e delle fragole oppure una birra e degli snack.

Quando sono tornato nella mia camera ho trovato questo:

(Alla fine mi hanno portato i cioccolatini anziché le fragole, ma va bene lo stesso). E’ stata una fantastica risposta sia da parte del brand che dell’hotel stesso.

Stavo raccontando la mia storia ad Angus Davis, CEO di Swipley, quando lui mi ha detto che tutti i dipendenti dell’organizzazione vengono messi in grado di prendere questo tipo di decisioni.

“ La natura dell’ospitalità, accogliendo gli ospiti nei nostri alberghi, è intrinsecamente sociale,” dice Abbey Reider, direttore social media strategy di Starwood. “E nei viaggi, i suggerimenti degli amici e di altri turisti sono molto importanti, e vengono naturalmente condivisi sulle piattaforme sociali”.

“Questi canali sono un grande strumento di marketing, ma soprattutto sono importanti perché ci permettono di entrare direttamente in contatto con i nostri clienti,” dice Reider. “Abbiamo capito subito che i canali sociali sono la modalità principale con cui i nostri ospiti comunicano con noi, prima, dopo e durante il soggiorno. Anche se utilizzare i network sociali per promuovere offerte lastminute può funzionare, noi siamo focalizzati sul dialogo con il cliente.

Posso dirvi quello che è successo. Ma non posso dirvi perché è successo. Il social media manager mi ha mandato vino e cioccolatini perché è una prassi che segue con tutti gli ospiti che hanno un problema simile? E’ stato perché sono un cliente fedele che alloggia negli hotel Starwood da anni? O è stato perché hanno controllato il mio profilo e i miei followers ed hanno visto che scrivo su questi argomenti?

Come scrittore, per me è importante perché voglio fornire un punto di vista realistico ai consumatori. Ma come studioso di marketing, penso che sia altrettanto importante premiare i migliori clienti e quelli più influenti perché possono avere un certo impatto sul business.

Parlando di marketing e customer service con Sam Shank, CEO di HotelTonight, gli ho detto che se fossi io a capo di HotelTonight, terrei ben in evidenza gli account delle persone più influenti. E se uno di loro prenota una stanza, chiamerei l’hotel per assicurarmi che gli venga data la camera migliore.

“Forse lo facciamo già,” ha risposto Shank.

Premiare le persone influenti è una tecnica molto conosciuta. I nominati all’Oscar di quest’anno hanno ricevuto omaggi da diverse aziende per un valore di oltre $60.000, nella speranza che qualcuno di loro parlasse di questi prodotti.

La tecnologia ci permette anche di identificare persone influenti che non sono universalmente conosciute. Alcuni guardano i punteggi Klout, altri guardano al numero di followers ed altri identificano manualmente una per una le persone con una certa influenza.

Questo non riguarda solo Twitter, ma anche tutti i canali di interazione con i clienti. Se fossi a capo di Groupon, tutte le email indirizzate al customer service da parte di scrittori o giornalisti particolarmente critici, verrebbero gestite separatamente ed in modo speciale. Chiaramente, Groupon non sta facendo questo.

Ma in caso si decida a farlo, da adesso in poi acquisterò su Groupon utilizzando un alias.

GDS News: Grazie a una crescita nella domanda dei viaggi, l’utilizzo del canale GDS è in aumento

GDSRAPPORTO DAGLI STATI UNITI.—Le previsioni dei leaders dell’industria circa la lenta morte dei GDS hanno prosperato per tutto il decennio passato, da quando le agenzie di viaggio online (OTA) hanno fatto la loro comparsa nello spazio distributivo alberghiero.

Queste teorie non sono del tutto infondate. Uno studio condotto nel 2009 dalla American Society of Travel Agents (ASTA)  ha rilevato che la percentuale delle agenzie di viaggio che utilizzano il canale GDS è passata dal 98% nel 1999 al 79% nel 2009.

Tuttavia, nonostante una diminuzione dell’uso del canale GDS, dovuto anche ad una generale crisi economica, secondo le fonti citate nel presente articolo, gli albergatori ed i viaggiatori trovano ancora conveniente questo canale.

Sabre Travel Network, ad esempio, ha visto un aumento di oltre il 7% nelle sue prenotazioni GDS durante i primi tre mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, afferma Nancy St. Pierre, portavoce di Sabre che è una delle più grandi aziende GDS accanto a Abacus, Amadeus, Galileo e Worldspan.

“Ed è una tendenza che è stata costante negli ultimi anni,” aggiunge St. Pierre.

I viaggi aziendali sono i principali responsabili di questa crescita, ha detto. “C’è stato un aumento nel settore business. E quest’anno è stato decisamente visibile.”

Ma questo non significa che chi viaggia per piacere non utilizza il GDS. Il canale GDS trasferisce gli inventari relativi alle camere a migliaia di partners distributori globali, comprese agenzie di viaggio e OTA. “Se stanno acquistando online (con le OTA), allora stanno utilizzando il canale GDS,” dice St. Pierre.

Sicuramente è aumentata la domanda generale, sia per quanto riguarda il business che il tempo libero, dice.

L’effetto sulle strategie di prezzo

Secondo Elaine Kennedy, senior VP vendite e marketing di Pegasus Solutions, un provider di servizi e tecnologia a hotels e distributori, molti albergatori stanno cercando di sfruttare l’aumento della domanda attraverso modelli di prezzo dinamici, che offrono ai clienti una percentuale di sconto sulla migliore tariffa disponibile per ogni data di partenza, diversamente da una tariffa fissa e già negoziata per tutto l’anno.

“Gli hotels che in genere hanno una tariffa negoziata per ogni azienda, possono lavorare meglio con tariffe dinamiche, purché garantiscano alle aziende l’accesso alla offerta,” dice Kennedy.

“C’è più flessibilità su quello che acquista il fornitore,” aggiunge.

Il modello di prezzo fornisce alle aziende una tariffa inferiore quando la domanda diminuisce, ma offre anche agli albergatori l’opportunità di aumentare le tariffe quando la domanda cresce, afferma Kennedy. “E’ un vantaggio per entrambe le parti.”

Quello che ha osservato nel canale GDS è l’aumento di viaggi combinati di business e piacere. “Le persone che viaggiano per lavoro in certe parti del mondo spesso estendono il loro soggiorno per un periodo di vacanza.”

Questo permette agli hotels di attuare strategie di prezzo ancora più dinamiche, afferma, “Ci sono più opportunità per attuare promozioni, fare offerte per il tempo libero… sfruttando al massimo il GDS.”

Sempre più spesso, Kennedy vede i corporate account managers chiedere: “Che tariffa potete offrire ai nostri dipendenti se rimangono per il weekend o se vogliono prolungare il soggiorno?”. “Quali sono le migliori tariffe di gruppo?”.

Le aziende continuano a trarre beneficio dal GDS.

Il GDS non scomparirà molto presto perché offre soluzioni uniche per gli hotels e per i viaggiatori, afferma Robert Cole, fondatore dell’azienda di marketing alberghiero RockCheetah.

Il canale di distribuzione fa un buon lavoro nel facilitare il processo di ricerca online, dice Cole.

Per esempio è molto indicato per gestire i grandi rapporti “look-to-book”, cioè la percentuale di persone che visitano una agenzia di viaggi online rispetto a quella che effettivamente effettua un acquisto. Mentre alcune grandi catene riescono a fare fronte ai problemi tecnici di questo rapporto, che può essere, ad esempio, di 6.000 a 1, il canale GDS può gestire questa situazione per le aziende più piccole o per gli hotels singoli, afferma Cole.

Il canale GDS fornisce anche un servizio di marketing, dice St. Pierre. “Non appena utilizzate il canale GDS per vendere il vostro prodotto, il vostro servizio, le vostre camere, vi trovate subito di fronte ad un pubblico, senza dovere utilizzare il vostro budget per il marketing.”

Anche se questi ed altri benefici continueranno ad attirare gli albergatori, Cole dice che il canale GDS potrebbe essere ancora più conveniente se i costi venissero abbassati. “Penso che quello che non piace alle aziende alberghiere, è la tariffa per le transazioni, che è ancora abbastanza elevata”.

Le tariffe sono intorno ai $5, a seconda del tipo di negoziazioni, ha precisato Cole in una intervista successiva.

Dal punto  di vista dei viaggi aziendali, il senso di sicurezza fornito dal canale GDS è una delle ragioni principali per cui le aziende continuano ad utilizzarlo, dice Kennedy.

Le aziende di travel management stanno cominciando a creare reports di sicurezza e modalità per informare le società circa l’esatta ubicazione dei loro dipendenti mentre sono viaggio, questa può essere una cosa molto importante, soprattutto per scopi assicurativi, afferma Kennedy.

“Sono proprio le compagnie assicurative a spingere le aziende a sapere sempre dove si trovano i loro dipendenti”, e il canale GDS può essere di grande aiuto in questo compito, dice Kennedy.

Fonte Articolo: HotelNewsNow

Immagini: Tnooz & Hotel-ICT

Le Prenotazioni di Viaggi Aziendali si spostano Online.. un Cambiamento non così sottile

PhocusWrightSe gli ultimi anni possono fornire un’indicazione, le tendenze dei viaggi aziendali (corporate travel) sono indirizzati verso un’unica direzione: il web. Un referto recente Global Edition della PhoCusWright rivela che una combinazione di pressioni recessive, sviluppi nel settore tecnologico e cambiamenti nel comportamento dei viaggiatori d’affari statunitensi, ha comportato una forte crescita del mercato del corporate travel. Secondo il referto concernente i viaggi aziendali statunitensi della PhoCusWright: Market Size e Technology Trends, una nuova ondata di imprese o si sono orientate verso strumenti di prenotazione online, oppure hanno accelerato i loro sforzi di adozione del web durante la recessione.

Nel 2009, il canale online è stato utilizzato per metà di tutte le prenotazioni di viaggi aziendali. Però la recessione ha portato una enfasi sui tagli dei costi, e più imprese hanno iniziato a insistere che i propri dipendenti prenotassero i loro voli, macchine e alberghi online per risparmiare soldi. Inoltre, le app per i cellulari e i tablet hanno acquistato popolarità velocemente, in quanto le compagnie cercano di soddisfare le modalità di comportamento che i viaggiatori preferiscono. Come risultato, le prenotazioni online dei viaggi aziendali sono incrementate notevolmente, e ci si aspetta che aumentino ancora durante il 2013, quando il 56% di tutti i dollari dedicati ai viaggi aziendali saranno spesi online.

Il referto PhoCusWright sui viaggi aziendali statunitensi: Market Size e Technology Trends presenta un panorama completo sul settore turistico negli Stati Uniti, assieme a metriche fondamentali e dinamiche che modelleranno l’arena durante il 2013. Oltre a tracciare la crescita del canale online, il referto parla di un ridimensionamento completo del mercato e discute una serie di tendenze che stanno trasformando il settore del corporate travel.

Viaggi Aziendali“Vediamo molti fattori chiave che contribuiscono alla crescita delle prenotazioni online nel mercato dei viaggi aziendali”, dice Susan Steinbrink, ricercatrice e analista del mercato aziendale presso PhoCusWright. “Il canale online non solo rappresenta un modo per le imprese per risparmiare denaro per quanto riguarda i loro programmi di viaggi, ma esiste anche una crescente aspettativa da parte dei viaggiatori aziendali di riuscire a impiegare strumenti simili a quelli che utilizzano per i viaggi di piacere. Questo significa siti web, app per i cellulari e per i tablet.”

L’importanza degli strumenti di prenotazione online è uno degli argomenti chiave affrontati in PhoCusWright’s U.S. Corporate Travel Report: Market Size and Technology Trends. Il referto include:

  • Dimensionamento del mercato dei viaggi aziendali (con proiezioni per il 2013), includendo parti del mercato turistico statunitense totale e paragoni ai viaggi di piacere o aziendali
  • Tendenze chiave riguardanti la tecnologia aziendale statunitense impiegata per i viaggi, includendo: consumerizzazione dell’IT; coinvolgimento del viaggiatore; personalizzazione estesa; stesura del marchio; impatto degli smartphone, servizi e tablet personalizzati in base alla posizione geografica; denaro digitale e di più
  • Penetrazione online e utilizzo degli strumenti di prenotazione online all’interno del mercato dei viaggi aziendali
  • Prenotazioni intermediarie versus quelle dirette presso i fornitori, con proiezioni per il 2013
  • Le categorie principali di spesa in materia di viaggi aziendali per le imprese – aerei, alberghi, noleggi auto e treni – assieme alle priorità chiave per il 2012
  • Gli elementi più comuni prescritti dalle policy del corporate travel, e l’impatto della tecnologia sui componenti delle policy

Fonte Articolo: PhocusWright

Immagini: Xenios, Business Management

5 Modi per fare Upselling online per i Servizi Extra del tuo Albergo

Non riposare sugli allori del marketing online una volta che i turisti avranno raggiunto il tuo sito e prenotato camere nel tuo albergo. Crea ricavi incrementali indirizzando gli ospiti verso vari acquisti pre-stay e durante il loro soggiorno attraverso diversi canali online.

Servizi Extra AlberghieriNel mondo competitivo e complesso del web marketing dell’ospitalità di oggi, le prenotazioni spesso sembrano l’obiettivo ed il risultato finale migliore. Hai creato con successo visibilità, coinvolto gli acquirenti di viaggi e gli hai convinti a prenotare una camera. Tuttavia, durante il percorso degli ospiti verso il tuo albergo, e anche durante il loro soggiorno, ci sono molte opportunità per coltivare il tuo rapporto con loro e incrementare le tue entrate facendo upselling. Diamo uno sguardo a cinque modi in cui la tua attività può capitalizzare.

1)      Vendi le opportunità e i servizi unici della tua attività sul tuo sito web

Tecnicamente, questo passo inizia prima che gli acquirenti diventino ospiti. Questo passo potrebbe anche sembrare ovvio, ma ci sono innumerevoli siti web alberghieri che falliscono nell’enfatizzare i servizi, i pacchetti e altri extra che vanno al di là delle camere. Dal servizio in camera, ai ristoranti, ai bar, alle terme, ai pacchetti ed altro, tutte le aziende che hanno qualcosa da offrire oltre le camere dovrebbero evidenziare queste offerte sui propri siti indipendenti. Una descrizione professionale e immagini, includendo pagine dedicate e anche gallerie foto, con inviti all’azione (call to actions) indirizzando i visitatori, dovrebbe essere la norma. Facendo upselling può aumentare di 10%, 20% o anche di più le spese dei clienti, a seconda del tipo di struttura. Non lasciarti sfuggire l’opportunità – fai sapere agli acquirenti e agli ospiti cos’hai da offrire.

2)      Il motore di prenotazione

Una volta che un acquirente turistico ha controllato il sito web del tuo albergo, la presenza sociale e le recensioni – e spesso anche i siti web dei tuoi concorrenti, la presenza sociale e le recensioni – sono spesso pronti a prenotare. Ammesso che selezionano la vostra struttura e sono vicini a diventare ospiti ufficiali, il motore di prenotazione del tuo sito web dovrebbe portarli (ehm… indirizzarli) durante il processo di prenotazione. Una volta che un visitatore seleziona le date, il tuo motore di prenotazione dovrebbe utilizzare pacchetti dinamici in modo da poter offrire ai clienti pacchetti di camere allettanti a portata di mouse. Ad esempio, una bottiglia di vino freddo assieme a fragole coperte di cioccolato che attendono nella camera o due trattamenti termali scontati si potrebbero aggiungere all’esperienza dell’ospite e contribuire alle tue entrate.

3)      L’email Marketing

L’email marketing, che sembra essere diventato un’arte dimenticata, ha il potenziale di essere lo strumento digitale di upselling più efficace. Mentre un open rate di 15% potrebbe essere considerato di successo per le email promozionali/di massa, un futuro ospite è più probabile che apra un’email da parte della tua struttura, soprattutto se personalizzata. Esistono un paio di opzioni qui. Il tuo motore di prenotazione dovrebbe essere in grado di spedire automaticamente email di conferme o di ringraziamento quando sono effettuate le prenotazioni. Oltre ad agire semplicemente come ricevuta e dire grazie, questa email può anche rinforzare i servizi e le offerte. Puoi anche spedire separatamente email HTML per indirizzare i futuri ospiti attraverso i collegamenti alle pagine adeguate, immagini e altro. Vale la pena di ricordare che tutte le email dovrebbero essere compatibili con i cellulari – che il design sia impostato in modo da permettere facilmente la lettura su tutti i dispositivi mobili. (Attenzione agli errori da non commettere nell’email marketing)

4)      I social media

Anche se i social media non sono stati del tutto all’altezza delle aspettative come canale di prenotazione, può comunque produrre entrate. I siti sociali come Facebook e Twitter coprono il ruolo di forum aperto, dove i consumatori hanno il controllo e gli alberghi devono amministrare la conversazione il meglio possibile. E non esiste un posto migliore dei social media per utilizzare messaggistica promozionale esclusiva. I post e i tweets come “Gli ospiti dell’albergo – stasera ricevono un drink gratis se ne acquistano uno presso la piscina.” o “Speciale Ospiti – 50% di sconto sui trattamenti termali prenotati oggi” attivano un’azione da parte dei clienti. Una presenza sociale amministrata adeguatamente creerà acquisti e comunicazione tra gli ospiti; messaggi promozionali proattivi daranno nascita ad azioni che comporteranno entrate ulteriori.

5)      I dispositivi mobili

Secondo la PhoCusWright, le prenotazioni turistiche sui dispositivi mobili sono proiettate a rappresentare circa il 7% del mercato turistico statunitense totale nel 2013 (in crescita dal 3% nel 2011), quindi gli alberghi dovrebbero già avere una strategia concernente i dispositivi mobili – una strategia che include l’upselling.

  • Innanzitutto, gli alberghi possono sfruttare sia is siti web che le applicazioni per i dispositivi mobili. Considerando la proliferazione dei dispositivi mobili (Google riferisce che circa 20% di tutte le ricerche collegate agli alberghi sono eseguite da dispositivi mobili), raggiungere velocemente gli acquirenti di viaggi e gli ospiti è più importante che mai. I consumatori prenotano spesso camere o effettuano aggiornamenti all’ultimo momento, che ti dà un’opportunità di fare upselling nel canale che presenta la crescita più veloce.
  • I messaggi SMS sono un altro viale attraverso quale gli alberghi possono raggiungere ospiti e fare upselling. Raccogliere ospiti e anche informazioni sugli acquisti, includendo numeri telefonici, permette alle strutture di inviare messaggi esclusivi ai gruppi target.

Gli alberghi possono indirizzare gli ospiti attraverso i siti web, SMS e email compatibili con i dispositivi mobili (precedentemente trattati) nello stesso modo in cui fanno con Internet.

Il marketing digitale offre una serie di viali per indirizzare i futuri ospiti e perfino costruire relazioni durevoli. Integrando tutti i canali precedentemente menzionati incentiva eventualmente gli ospiti ad agire e migliorare il loro soggiorno attraverso gli extra alberghieri. E nell’attuale epoca dei dispositivi mobili, le persone che prenotano last-minute possono anche effettuare aggiornamenti all’ultimo minuto. Cercando di ottenere ogni dollaro che sono disposti a spendere, i bisogni di upselling devono essere un lavoro costante nella tua struttura. Entra in contatto con il tuo team marketing o con il tuo consulente di marketing alberghiero, crea un piano, e inizia a fare upselling oggi stesso.

Fonte Articolo: Vizergy Blog

Immagine: Ccfgb.co.uk