Il CEO di Priceline afferma che l’acquisizione di Kayak ridurrà la dipendenza da Google

L’acquisizione di Kayak, effettuata da Priceline per la cifra di 1,8 Miliardi di Dollari, è in parte dettata dal farsi una sorta di assicurazione nei confronti di Google.

Priceline è uno dei principali clienti e inserzionisti di Google. Il CEO di Priceline, Jeffery Boyd, parlando alla conferenza PhoCusWright il 15 Novembre scorso, ha sottolineato che Google è un canale “molto importante” per l’azienda.

Infatti, Priceline ha speso circa 375,2 Milioni di Dollari solo nel terzo trimestre per le inserzioni su Google e ancora 52,9 Milioni di Dollari per vendite e marketing.

Le nuove regole di Google sul traffico

Boyd ha anche sottolineato che Google sta ridefinendo il traffico, dando più spazio ai suoi prodotti, a detrimento di altri.

Ha spiegato che brand come Priceline e i suoi affiliati, Booking.com, Agoda e CarRentals.com, possono decidere di investire una parte dei propri soldi in altro modo, riducendo la dipendenza da Google.

Leggere fra le righe

Boyd non l’ha detto esplicitamente, ma è chiaro dai suoi commenti che l’acquisizione di Kayak è basata proprio su questo.

Priceline vede Kayak come un generatore di profitti, e Boyd ha lodato la capacità di Kayak di sviluppare l’applicazione mobile ed altre importanti interfacce utenti.

Boyd pensa che Kayak possa essere un efficace strumento di marketing per contrastare la super potenza di Google, e per certi versi è simile al modo in cui Expedia usa Tripadvisor.

Priceline è già il secondo maggiore cliente di Kayak, generando circa il 10% dei profitti totali di Kayak nel terzo trimestre del 2012, dopo Expedia Inc. (26%) e davanti a Orbitz (8%).

Priceline continua ad usare Kayak come strumento di marketing antagonista a Google, e da ora, grazie alla acquisizione, si trova in uno scenario particolarmente favorevole. Dando a Kayak le risorse per espandersi sui mercati internazionali, Priceline ne trarrà grandi benefici e, ovviamente, anche i suoi affiliati.

Come cambiano le cose in un anno

Kayak & PricelineLa critica di Boyd nei confronti di Google è un cambiamento di tono ed una ammissione di preoccupazione – decisamente in contrasto con il periodo in cui Google acquisì ITA Software, e Boyd si limitò a minimizzare il fatto.

Kayak, invece, insieme ad Expedia, si unì al coro di quelli che commentarono negativamente l’acquisizione di Google, manifestando il proprio dissenso. Ci furono voci, a quel tempo, di una possibile acquisizione di Kayak da parte di Expedia, ed anche notizie, poi smentite, di possibili investimenti di Expedia in ITA, per diminuire il controllo di Google. Adesso invece è proprio Priceline a mettere le mani su Kayak, con una acquisizione che delinea chiaramente le preoccupazioni nei confronti di Google.

Fonte Articolo: Skift

Perché Priceline non vedeva l’ora di acquisire Kayak?

In Breve: Quello che attraeva Priceline era la crescita della opzione di prenotazione diretta su Kayak. Il Book Path di Kayak rappresentava l’11% delle entrate totali del terzo trimestre, il 5% in più rispetto allo scorso anno. Kayak sembrava sempre di più una OTA, quindi un possibile concorrente di Priceline.

Poco tempo fa Priceline.com ha acquisito Kayak per la cifra di 1,8 Miliardi di Dollari. Più del doppio di quanto Google ha pagato per ITA nel 2010. Perché Priceline ha fatto questa mossa? E perché proprio adesso?

Il 15 Novembre Kayak ha annunciato di avere ricevuto un miliardo di richieste nei primi dieci mesi dell’anno. Questa era una cosa molto importante, perché Kayak aveva raggiunto il traguardo di un miliardo di richieste nel 2008 – dopo quattro anni. Poi ci erano voluti altri tre anni per arrivare ad un altro miliardo. Nel 2012, sono bastati 10 mesi. Come vedete, il tempo si è significativamente ridotto.

Oltre ad avere annunciato questo importante traguardo, Kayak ha anche detto che ad Ottobre 2012, la sua applicazione mobile era stata scaricata più di 20 milioni di volte. Nel terzo trimestre Kayak ha raccolto 302 milioni di richieste sul web e sulla sua applicazione mobile, un aumento del 31% rispetto ai 231 milioni del terzo trimestre del 2011 e del 95% rispetto ai download della sua applicazione mobile, che nel 2011 era stata scaricata 3,1 milioni di volte.

Tuttavia, quello che ha attratto Priceline è stata la crescita della opzione prenotazione diretta di Kayak. L’azienda ha lanciato questa opzione nel Maggio 2011, come servizio white label, per migliorare l’esperienza degli utenti, in collaborazione con Travelocity e poi Air Canada. Questa estate ha ampliato l’opzione includendo Expedia, Getaroom, Hertz/Advantage, Avis/Budget, etc.

Fonte Articolo: HotelMarketing, Immagine: TheEconomist

 

Cinque trends importanti della distribuzione alberghiera

International Society of Hospitality ConsultantsLa rapida evoluzione del panorama della distribuzione è stato un punto focale durante un panel della Conferenza Annuale della International Society of Hospitality Consultants che si è tenuta a Settembre di quest’anno.

Durante la conferenza, John Burns di Hospitality Technology Consulting ha condiviso 5 trend chiave a cui gli albergatori devono prestare attenzione.

1.       Cambiamenti nelle strategie delle OTA

“Le agenzie di viaggi online continuano ad adattarsi molto velocemente. Sono state rapide ad adottare la tecnologia opaca e adesso sono altrettanto veloci ad adottare le vendite flash,” dice Burns.

In più, si stanno rapidamente adattando al modello di agenzia, con il quale gli ospiti pagano direttamente in hotel al check-out, e non più in anticipo alle OTA come accadeva in precedenza.

Questo modello è stato introdotto da Booking.com ed ha avuto un incredibile successo in Europa e ora si sta infiltrando anche nel mercato americano, dice Burns. Expedia è stata la prima grande OTA americana a introdurre il programma Travel Preference, che permette ai clienti di scegliere tra il modello agenzia (pagare al check-out) e il merchant model (pagare alla prenotazione).

“Sarà interessante vedere come questo modello viene introdotto ed accettato,” ha detto.

2. Controllo sulle commissioni e sulle condizioni

Gli albergatori hanno iniziato a mettere un freno alle eccessive commissioni e condizioni nei loro contratti con le OTA, dice Burns.

La maggior parte degli accordi con i brand sono per commissioni sotto il 15%, mentre la maggior parte degli hotels indipendenti paga commissioni del 20%. Questo dato segna una effettiva diminuzione delle commissioni rispetto agli anni scorsi, dove potevano arrivare anche al 25% e oltre.

Gli albergatori sono soddisfatti? Non proprio, dice Burns.

“Le OTA sono delle buone affariste. Riconoscono la vulnerabilità del settore alberghiero durante i periodi di crisi,” dice, ed è proprio in quel momento che si fanno avanti con i contratti, l’accesso preferenziale all’inventario e gli accordi per più anni.

I rappresentati delle OTA spesso cercano anche di non trattare direttamente con il management di un brand, ma di rivolgersi direttamente alle proprietà dove i proprietari e gli operatori potrebbero non essere altrettanto informati, dice Burns.

“Spesso siamo troppo disponibili,” dice. “ Quando trattiamo con le OTA dobbiamo anche potere dire di no.”

3. La possibile fine della Parity Rate

Introdotta dall’industria alberghiera, la parity rate era inizialmente vista come un modo per assicurarsi che il canale online del brand non venisse minacciato da tariffe scontate di terze parti.

Ma le OTA si sono impossessate di questa strategia per fare in modo che il canale online del brand non avesse le tariffe più basse, ed avere quindi un campo di gioco completamente neutro.

Adesso, questa pratica è sotto attento scrutinio e presto potrebbe cessare di esistere, dice.

“La parità di tariffa è sotto attento esame legale in USA e in Gran Bretagna… perché potrebbe essere considerata un modo per prefissare dei prezzi,” dice “ Non si sa ancora come evolverà la situazione, se questo esame proseguirà e se le cose cambieranno.”

4. Una migliore fruizione del sistema

La tecnologia ha fatto un lavoro fantastico nel fornire agli albergatori sistemi sofisticati per il proprio business, ha detto Burns. Ma parecchie – se non la maggior parte – delle capacità di questi sistemi non vengono sfruttate.

“Molti operatori non le conoscono. Non hanno ricevuto un training. E questo va a detrimento delle aziende alberghiere, che perdono grandi opportunità,” dice Burns.

Ma la formazione non è la risposta. Non c’è tempo, denaro o interesse a formare gli impiegati di front desk per spiegare loro, ad esempio, tutte le dettagliate e complesse capacità di un sistema di prenotazioni centralizzato.

Secondo Burns bisognerebbe ripensare i sistemi utilizzati dallo staff. Ogni sistema dovrebbe essere semplice come Google. Il gigante dei motori di ricerca ci ha dato una semplice schermata che ci apre ad un mondo di incredibili possibilità.

La buona notizia, nota Burns, è che molti fornitori hanno capito questa esigenza e stanno cominciando ad offrire soluzioni più intuitive per l’industria alberghiera.

5. L’unione fra la distribuzione e il revenue management

“ Le attività di distribuzione stanno diventando sempre più di competenza dei revenue managers,” dice Burns.

Mentre prima queste discipline erano separate, oggi gli albergatori capiscono come e perché queste attività si sovrappongono ed i benefici che se ne possono trarre.

“Alla fine, questo è positivo. Stiamo mettendo insieme le cose.”

Fonte Articolo: HotelNewsNow, Immagine: Hospa

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