Google Hotel Finder diventa globale e viene integrato nei risultati di ricerca di Google

Google ha finalmente attivato il suo prodotto Hotel Finder su scala globale, compreso il supporto per le valute locali. Inoltre, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, l’India e la Nuova Zelanda saranno i primi paesi a ricevere la completa integrazione di Hotel Finder all’interno delle pagine dei risultati di Google – una mossa attesa da molti esperti di marketing alberghiero.

Google Hotel Finder

L’azienda ha ora reso disponibile il suo Google Hotel Finder su tutti i domini globali di Google attraverso l’URL ‘/hotels.’ Inoltre, molte versioni locali (non ancora tutte) mostrano le informazioni sulle tariffe in valuta locale.

Inoltre, in USA, Regno Unito, India e Nuova Zelanda viene visualizzato un box Google Hotel Finder su tutte le pagine dei risultati relativi a destinazioni alberghiere.

Il fatto che Google Nuova Zelanda abbia già integrato Hotel Finder all’interno dei risultati del motore di ricerca – mentre in Australia non è ancora stato fatto- potrebbe essere una indicazione che Google ha intenzione di integrare Hotel Finder in tutti i suoi domini locali.

Gli esperti di marketing alberghiero si aspettavano l’integrazione di Google Hotel Finder nelle pagine dei risultati di ricerca, una mossa per aumentare la base degli utenti ed avere uno strumento per generare prenotazioni alberghiere.

Google Hotel Finder ha anche introdotto alcune nuove caratteristiche come il tasto “Rooms” che permette al consumatore di accedere a tutte le informazioni circa le tipologie di camere di un hotel, comprese le tariffe (in origine, questa informazione si basava solo sulla camera doppia più economica al momento disponibile).

Per quanto riguarda gli Hotel Price Ads  e i Promoted Hotel Ads, Google non ha cambiato nulla, dall’ultima volta che abbiamo parlato dell’argomento. Google Hotel Finder mostra ancora 4 Hotel Price Ads per ogni hotel – compreso uno più evidente che è il Promoted Hotel Ad – oltre al link ufficiale al sito dell’hotel.

Tuttavia, come gli hotels potranno beneficiare di Google Hotel Finder non è ancora del tutto chiaro – specialmente quando vedi i quattro Hotel Price Ads occupati dalle OTA principali e sai per certo che il tuo provider CRS fornisce a Google direttamente i tuoi Hotel Price Ads.

Ma ora che Google Hotel Finder è un prodotto ufficiale, non ci vorrà molto prima di ricevere da Google alcuni segnali ufficiali come “ Google Hotel Price Ads: la guida ufficiale per gli esperti di marketing alberghiero.”

Solo allora, sapremo per certo se Google Hotel Finder confermerà le aspettative e diventerà terreno di gioco per gli hotels indipendenti, le catene e gli aggregatori di hotels, per raccogliere le prenotazioni.

Fonte Articolo: HotelMarketing

Come Booking.com ha sbaragliato la concorrenza ed ha fatto cambiare “religione” a tutte le altre OTA

Con un portafoglio in continua crescita e che oggi conta circa 226.100 hotels, Booking.com continua a vivere una  crescita fenomenale, sbaragliando la concorrenza. Ma come ci riesce?

I dirigenti di Priceline, che controlla Booking.com, affermano che aver mantenuto lo stesso management motivato e capace, aver lasciato che il brand operasse autonomamente, e aver fornito a Booking.com con  un’ampia base di hotels, ha contribuito alla crescita e al successo dello stesso.

Ma qual è l’ingrediente segreto e come ha fatto Booking.com a raggiungere così efficacemente i suoi obiettivi?

Per capirlo, e per capire l’invidia provata negli uffici di Expedia, Travelocity e Orbitz Worldwide, bisogna tornare alla metà dello scorso decennio.

In quel periodo, le più importanti agenzie statunitensi di viaggi on line stavano prestando una eccessiva attenzione al merchant model, e a tutte le sfaccettature dei margini, ed erano in guerra con gli hotels su questioni come il controllo, lo standard dei brand, la parità di tariffa e le disponibilità delle camere.

I negoziati tra le catene e le proprietà alberghiere, da un lato, e gestori delle OTA dall’altro, erano diventati sempre più faticosi, litigiosi e complessi. Per gli hotels era diventato difficile mantenere la parità di tariffa  e ed ottenere il posizionamento preferito nell’elenco dei risultati di ricerca delle OTA, tutto ciò portava a lunghe discussioni e complicazioni dal punto di vista operativo.

L’anno 2005 fu un punto di svolta.

Travelocity, sempre focalizzato sul merchant model, nel luglio del 2005 acquistò l’inglese lastminute.com per una cifra record di $1.174 miliardi, concentrandosi poi quasi esclusivamente sulla integrazione dei siti di sua proprietà e rimanendo indietro su tutto il resto.

Nel Febbraio del 2005 Cendant aveva deciso di acquisire la OTA pan-europea ebookers per la cifra di $404 milioni, alla fine divenne tutto parte di Orbitz Worldwide. Ma solamente sei o sette anni dopo, ebookers cominciò a fare qualche progresso.

Expedia, che già aveva tra i suoi brand hotels.com (con il suo merchant model), si accontentò di una crescita organica nel settore alberghiero.

E proprio in luglio del 2005 Priceline compra Booking.com, con sede ad Amsterdam, per la modesta cifra di $133 milioni, e lo unisce con Active Hotels, che aveva sede a Cambridge, in Inghilterra. Quest’ultimo era stato acquisito circa 10 mesi prima, al prezzo di $161 milioni.

Booking.com e Active Hotels hanno evitato il merchant model in favore di un modello di vendita al dettaglio, o tramite agenzia, sostituendo la complessità con la semplicità e l’efficienza.

Utilizzando il sito extranet di Booking.com, gli hotels potevano impostare le loro tariffe ed il numero di camere da inserire, ed incassare il pagamento direttamente dagli ospiti. Le commissioni di Booking.com partivano dal 12%, invece del 25%-30% applicati dalle altre OTA, che oltretutto prevedevano tempi molti lunghi per inviare i pagamenti agli hotels.

Cosa molto importante, la extranet di Booking.com aveva un pulsante di anteprima che permetteva agli hotels di visualizzare come la loro proprietà sarebbe apparsa nei risultati di ricerca di Booking.com, se fossero stati disposti a pagare una commissione più alta.

Gratificazione istantanea, per così dire.

E il pulsante di anteprima semplificava subito il processo, cancellando tutte le difficili discussioni con le altre OTA per le tariffe e per accedere ad un posizionamento migliore sulle pagine.

Expedia, la principale OTA in competizione con Booking.com, in questi anni ha cercato di recuperare, essendo stata messa un po’ fuori gioco da Booking.com. Expedia ha infatti acquisito l’italiana Venere, che utilizza un modello di agenzia, nel 2008.

Ma come fa Booking.com ad avere così tanto successo con commissioni, relativamente modeste, del 12%-15%?

Se si guarda agli hotels indipendenti, Booking.com ha le disponibilità migliori, anche nei mercati terziari, questo per via di una offerta molto ampia e perché può investire nel marketing per i motori di ricerca in quanto i tassi di conversione delle sue pagine battono ampiamente la concorrenza.

E si dice anche che Booking.com sia uno dei principali inserzionisti di Google.

Come ha detto un funzionario di un noto motore di ricerca, parlando di Booking.com: “Ci riescono e basta. La portata e la velocità con cui riescono a farlo è davvero incredibile.”

O come ha detto un altro funzionario: “Il marketing digitale è nel loro DNA.”

I links di AdWords sponsorizzati da Booking.com appaiono spesso in cima a pagine di Google grazie ai prezzi offerti per i links e ai punteggi di qualità, e quindi Booking.com riesce bene a convertire le proprie pagine, che sono visibili in 41 lingue diverse.

Per esempio, se cerchi degli hotels a Tolosa, in Francia, la landing page di Booking.com mostra una mappa ben posizionata oltre a tutte le caratteristiche per favorire la conversione.

Presta attenzione a tutti i diversi messaggi che indirizzano alla conversione su una pagina tipica di Booking.com:

Schermata di booking.com per gli hotels di Tolosa

“Tolosa è molto richiesta nelle date che hai selezionato, quindi i prezzi potrebbero essere più alti del solito. Suggerimento: Prova a selezionare date diverse, se è possibile.”

“Ultima prenotazione 41 minuti fa.”

Scritto in caratteri verdi, puoi vedere che un hotel è “disponibile”, che il costo è di  US$201.13, e che c’è la “CANCELLAZIONE GRATUITA”.

Il messaggio, anche se non esplicito, è di sbrigarsi a prenotare  la camera: “Ultima occasione! Solo 1 rimasta.”

Quando selezioni una proprietà, vedrai subito il prezzo di un particolare tipo di camera, la tariffa più bassa di Booking.com in verde ed un pulsante “Prenota adesso”, con una frase sotto che dice, “ci vogliono solo 2 minuti”.

Puoi andare avanti a lungo ad esaminare tutte le modalità con cui Booking.com riesce a trasformare i visitatori in acquirenti, compreso il “filtro collaborativo”, introdotto da Amazon.

Per esempio, sul fondo della pagina di un hotel, si vede un box titolato: “I clienti che hanno visitato Novotel Toulouse Centre Wilson, hanno visto anche,” con sotto indicati gli altri hotels che potrebbero interessare il visitatore.

Su tutto il web e sui siti mobili, è chiaramente visibile come tutte le OTA cerchino di imitare le tecniche di Booking.com

L’unica dubbio è che forse è già troppo tardi.

Marketing per Apple Maps: Ecco come ottimizzare il proprio Business Listing

Anche se pensi che Google Places sia il metodo migliore per attirare clienti locali, la maggior parte degli utenti Apple useranno Apple Maps per le ricerche locali, indipendentemente dalla qualità di questo prodotto. Ecco come puoi assicurarti che il tuo business sia elencato correttamente su Apple Maps.

Apple Maps ha attualmente dei problemi nel rappresentare correttamente alcuni dati dei business listings. Questo spesso è dovuto al fatto che Apple fonde insieme dati provenienti da varie fonti e una o più di queste hanno informazioni che non sono accurate, ma che per qualche motivo Apple trova comunque affidabili.

Questo accade anche con Google Places e con qualsiasi e con qualsiasi strumento di raccolta dati che usa fonti di varia provenienza. Quindi è importante controllare che tutte le fonti di Apple Maps abbiano le informazioni corrette circa il tuo business e, se i tuoi dati non sono corretti, ti suggerisco di usare lo strumento “Segnala un Problema”, ma il modo più veloce per migliorare le cose, almeno negli Stati Uniti, è avere un premium listing su Localeze.

Localeze velocizza la verifica delle informazioni del tuo business (tutte le modifiche inviate a Apple Maps devono essere verificate prima di essere pubblicate) e le gira a Apple abbastanza rapidamente. La mia idea è che il sistema di verifica di Localeze sia più rapido di quello di Apple. Quindi alla fine devi solo aspettare che Apple aggiorni il suo file Localeze.

Fonte Articolo: HotelMarketing, Immagine: Mashable

N.B. Purtroppo al momento Localeze fornisce il proprio servizio solamente negli Stati Uniti, tuttavia Apple Maps ricava i dati di posizionamento ed informazione sui business locali anche da Yelp, e TomTom. Ecco i links per creare o ottimizzare il tuo listing su queste 2 fonti:

 

I principali “Referral Sites” per i siti alberghieri

wihpArticolo scritto da Martin Soler, di Wihp

Nel mercato altamente competitivo dei viaggi, gli hotels devono analizzare costantemente i propri principali referral sites (siti di rinvio o siti che portano traffico al sito). Purtroppo la maggior parte degli hotels guarda ai siti di rinvio tramite gli strumenti di web stats come Google analytics e vedono solo quali siti portano traffico, ma questo non è completo perché un sito può portare molto traffico che però non necessariamente si trasforma in prenotazioni.

In WIHP, come in alcune altre aziende specializzate in hotel marketing, abbiamo sviluppato il nostro sistema di tracking che ci permette di analizzare realmente il ROI e le campagne dei nostri clienti, tenendo traccia di tutto il processo che porta alla prenotazione.

Da un recente studio che abbiamo condotto su oltre 35.000 prenotazioni sui più grandi mercati europei (Parigi, Roma e Barcellona), abbiamo avuto un quadro abbastanza chiaro circa il tipo di siti che generano il maggior numero di prenotazioni e la quota di mercato di questi siti. Considerando che ciascuna di queste categorie genera profitto per gli hotels in questione, è importante dire  che nessuna di queste dovrebbe essere considerata “una minoranza”, proprio perché genera profitto. L’unica domanda riguarda il tipo di investimento da fare su questi siti.

Qui sotto ci  sono due grafici, uno con i motori di ricerca ed uno senza. Abbiamo incluso quello senza motori di ricerca per rendere la grafica più chiara, come una sorta di zoom sui veri siti di rinvio.

I più importanti siti di rinvio per gli hotels

Siti di rinvio che generano prenotazioni alberghiere - by WIHP

I più importanti siti di rinvio per gli  hotels (fonte: wihphotel.com)

Principali siti di rinvio esclusi motori di ricerca - by WIHP

I più importanti siti di rinvio per gli  hotels , esclusi i motori di ricerca (fonte: wihphotel.com)

  • Motori di ricerca                              72.9%
  • Ricerca su mappa                            9.6%
  • Recensioni e Siti di recensioni   7.3%
  • Emails                                                  3.4%
  • Guide di viaggio                              3.0%
  • Altro                                                     1.2%
  • Directory Listings                            0.8%
  • Social Media                                     0.8%
  • Blogs                                                    0.7%
  • Siti di comparazione                      0.4%

Spiegazione dei risultati:

Motori di ricerca, questi si spiegano da soli. Rinviano la maggior parte del traffico.  Come ho già detto in un articolo sulle vere fonti delle prenotazioni alberghiere, la maggior parte delle persone che vuole prenotare un hotel, lo ha già trovato e scelto altrove, al momento della prenotazione, ricerca l’hotel che ha scelto sul motore di ricerca.

Ricerca su mappa, abbiamo opportunamente separato questa voce da quella dei motori di ricerca perché le ricerche su mappa si comportano in modo leggermente diverso. Una persona cerca un tipo di hotel in una certa zona e trova i risultati su mappa. Le ricerche su mappa non si limitano a Google Places, ma includono anche altre sistemi tracciabili basati su mappa.

Recensioni e Siti di recensioni, qui è compreso Tripadvisor che è uno dei più grandi della sua categoria, ma anche altri siti come yelp.com, vinivi.com e tutta una moltitudine di siti di recensioni presenti sul mercato. Abbiamo incluso anche le recensioni online di riviste o siti di recensioni  (non-social).

Emails, queste sono tutte le email tracciabili che abbiamo trovato. Le persone che usano emails non basate su web clients non sono  tracciabili e quindi non appaiono in questa ricerca.

Guide di viaggio, poiché è uno studio sui siti di rinvio, ci riferiamo ovviamente a guide online come Fodors, Frommers, Lonelyplanet, etc. Per maggiori informazione sugli effetti delle guide cartacee potete consultare il nostro studio: The Real Source of Hotel Bookings.

Altro,  in questa categoria abbiamo incluso una varietà di siti come per esempio le università che rinviano i visitatori ad hotels locali. Sebbene ce ne siano un certo numero, non bastano per formare una categoria a se stante.

Directory Listings, la categoria comprende tutti i listings come le Pagine Gialle, le directory locali di hotels, etc. Stranamente questa categoria non porta molte prenotazioni.

Social Media, qui sono compresi  Facebook, Twitter e altri siti minori. Questi sono di solito in cima all’elenco dei siti di rinvio, ma non così spesso si convertono in prenotazioni.  Come ho detto in precedenza, è bene non escludere nessuno di questi siti, perché tutti generano profitto ed io credo fermamente che i social media siano delle piattaforme per raggiungere potenziali clienti. Leggete il mio articolo sul lancio dell’Hotel Seven a Parigi, che è stato interamente gestito tramite social media.

Blogs, abbiamo separato i blogs dai siti di recensioni perché sono recensioni un po’ diverse. Una via di mezzo tra la recensione di un utente ed un articolo giornalistico. In alcuni casi i blogs sono estremamente efficienti e dovrebbero sicuramente essere considerati nelle campagne marketing degli hotels.

Siti di comparazione, in questa categoria sono compresi siti come Kayak, Trivago e altri comparatori di tariffe. Per esperienza questi siti godono di un pubblico più qualificato, ma che molto spesso porta traffico alle OTA più che ai siti web degli hotels.

I principali motori di ricerca per gli hotels

Abbiamo anche analizzato i motori di ricerca che portano prenotazioni. In questa categoria non c’è mistero, Google precede tutti, con Yahoo e Bing che lo seguono ben distanziati.  Si può pensare che l’alleanza tra Yahoo e Bing, prenderà una fetta di oltre il 7,6% del mercato.

Principali motori di ricerca che generano prenotazioni - by WIHP

I principali motori di ricerca per gli hotels (source: wihphotel.com)

Conclusioni per i principali siti di rinvio e motori di ricerca per gli hotels

Anche se ci sono siti chiave che rinviano gli utenti più interessati e li convertono in prenotazioni, un hotel deve essere presente sul numero maggiore di siti per cercare di ottenere il maggior numero di prenotazioni. Non è sufficiente focalizzarsi solo su una o due delle categorie sopra descritte, bisogna lavorare su ciascuna categoria e la presenza dell’hotel su tutte le categoria determina il riconoscimento del brand da parte dell’utente.

La posizione predominante dei motori di ricerca mostra che per ottenere prenotazioni, un hotel deve essere presente ovunque. Solo così un utente cercherà il nome dell’hotel in un motore di ricerca per prenotare. Altre informazioni, che presto andremo ad approfondire, mostrano che in media un nuovo cliente visita il sito di un hotel 3,78 volte nel corse di più giorni, prima di effettuare l’acquisto, questo prova che il mercato è decisamente sempre in movimento.

Immagine: Spring Communications

Le stanze d’albergo meno accoglienti sono riservate alle OTA?

Le possibilità che un viaggiatore finisca per alloggiare in una stanza poco accogliente, aumentano quando prenota attraverso un OTA, dice il Wall Street Journal. Lo stesso si può dire per molti extra come il Wi-fi o l’acqua in bottiglia che possono non essere inclusi quando si prenota su siti esterni.

Le possibilità di finire in una stanza poco accogliente aumentano se prenoti tramite una OTA, dice Bjorn Hanson, rettore del Tisch Center for Hospitality, Tourism, and Sports Management di New York. Questo comprende il rischio di essere alloggiati in stanze vicino al montacarichi, all’ascensore di servizio o in zone soggette a ristrutturazione. Le agenzie online controbattono dicendo che i loro contratti prevedono un trattamento eguale per tutti i clienti.

Molti extra, come il Wi-fi o l’acqua in bottiglia possono non essere inclusi quando si prenota su siti terzi. Alcuni hotels arrivano a non concedere i punti fedeltà (come invece fanno con i clienti diretti), dice Tim Winship, editore di  FrequentFlier.com, un sito di consigli sui programmi fedeltà. Le agenzie online hanno risposto offrendo i propri programmi fedeltà. Hotels.com offre una notte gratuita in oltre 85.000 hotels ai clienti che prenotano 10 notti.  Mentre altri lavorano direttamente con gli hotels per offrire vantaggi.

Fonte Articolo: HotelMarketing

Tu cosa ne pensi? E’ una pratica che utilizzi anche tu? Pensi sia etico riservare un trattamento differente ai clienti OTA oppure no? Dicci pure cosa ne pensi nei commenti di seguito! Grazie 

“Puntare tutto sul locale”: Si può perdere la battaglia degli annunci PPC (pay per click), ma non la guerra online!

Se avete mai effettuato una ricerca su Google, sicuramente l’avete visto: quel piccolo riquadro in cima alla lista dei risultati che contiene i links “sponsorizzati”, e che bisogna superare scorrendo verso il basso per visualizzare gli effettivi risultati di ricerca.

Per quanto riguarda gli hotels, per esempio, anche i siti web di brand molto conosciuti finiscono per apparire dopo gli intermediari, i quali usano le commissioni ottenute dalle prenotazioni per mantenere la loro posizione marketing dominante.

Nel caso di ricerche con argomento i viaggi, le agenzie di viaggio online come Expedia e Booking.com (di Priceline) dominano la zona dei links sponsorizzati – che viene determinata con offerte per la pubblicità pay per click attraverso servizi come AdWords, il meccanismo ideato da Google per il sistema pay per click – e questo modello sembra ormai consolidato. Quindi, secondo gli osservatori del mercato, la prima cosa da capire è che si tratta di una battaglia persa in partenza.

Gli annunci PPC “sono un campo di battaglia davvero tosto, perché ci sono davvero troppe variabili per cui dire, ‘Ok, questa parola chiave andrà a generare traffico ’, e gettarsi in una guerra all’offerta più alta. Onestamente, vinceranno le OTA,” dice Paul Wood, VP revenue management per il Greenwood Hospitality Group. “ Il motivo è che il loro modello funziona in questo modo, e noi, come industria alberghiera, abbiamo permesso loro di farlo per troppo tempo. Adesso anche Google si è gettato nella mischia e ovviamente ha già un ruolo importante, è entrato in questo mercato specificatamente per competere,” continua Wood. “Come albergatori indipendenti o anche come aziende alberghiere è davvero difficile riuscire a superare questi colossi.”

Priceline, Orbitz, Travelocity e Expedia, sebbene contattati, non hanno rilasciato commenti su questo argomento.

Strategie PPC Alternative

Provare ad aggirare l’ostacolo piuttosto che prenderlo di petto, Wood ha raccontato che l’ultimo approccio di Greenwood verso i PPC è puntare tutto sul locale. Per esempio, lo staff ricerca, tramite associazioni locali e uffici turistici, tutti gli eventi relativi ad uno specifico mercato  per poi concentrarsi su termini specifici e puntare su quelli. Hanno anche avuto successo nell’isolare alcuni aspetti culinari delle loro proprietà per il marketing PPC, utilizzando anche specifici termini relativi alla cucina.

Utilizzare una modalità così personalizzata per attirare l’attenzione dei clienti online non è una cosa che fanno anche le OTA.

“Puoi crearti una vera nicchia utilizzando specifici termini chiave, se sai cosa succede nel tuo mercato. Le OTA non lavorano in questo modo,” dice Wood. “Non pensano ‘Caspita, all’inizio di luglio ci sarà il seminario medico della divisione Southwest’. Hanno degli enormi siti e non è solo nei PPC in cui hanno ottimi risultati organici– ma hanno anche degli indici di ricerca organica migliori – e questo è molto difficile da battere. Non si possono affrontare di petto. Bisogna trovare il percorso giusto.

Da un punto di vista degli annunci PPC, lo status quo non cambierà, almeno fintanto che le OTA avranno il denaro per superare i concorrenti. Quello che porterà cambiamenti – e anche fondamentale per tutto il mercato online in generale – è la direzione che ha preso Google, con i risultati di ricerca e tutte le sue altre attività.

Wood ipotizza che i cambiamenti recenti in Google siano solo l’inizio, a partire dall’implementazione del suo nuovo Google Penguin Updatealgoritmo Penguin nell’Aprile del 2012. L’aggiornamento del motore di ricerca mira a diminuire il posizionamento nel motore di ricerca di siti web che utilizzano tecniche black-hat di ottimizzazione come il keyword stuffing, il cloaking, la partecipazione a schemi di link e la creazione deliberata di contenuti duplicati.

“L’aggiornamento Penguin sta cambiando la dinamica di come viene determinata una ricerca, basandosi su riferimenti incrociati. Cambierà i risultati organici e le OTA dovranno a loro volta attuare delle modifiche per mantenersi al passo,” afferma Wood. “E con Google possono gestire le cose come vogliono e reindirizzare il traffico”.

L’ingresso di Google

Il motore di ricerca ha dei grandi progetti riguardo all’industria dei viaggi, secondo la portavoce di Google Sandra Heikkinen.

“Le ricerche di informazioni relative ai viaggi sono tra quelle maggiormente richieste. Stiamo facendo diverse innovazioni per mettere agli utenti di trovare risultati utili,” afferma Heikkinen. “L’industria dei viaggi online è molto competitiva, con diverse aziende che forniscono diverse soluzioni. Lavoreremo per continuare ad avere una partnership produttiva con quante più operatori possibili.”

Wood pensa che ci si stia muovendo nella direzione di un modello più esclusivo, dove, anziché raccogliere offerte da una miriade di siti web per un click a pagamento, Google si relazionerà invece direttamente con aziende specifiche (come gli hotel), per vendere la posizione migliore sulla pagina. Alla richiesta di commentare su questo punto, Heikkinen ha usato parole molto misurate.

“Il nostro scopo è aiutare le persone a raggiungere rapidamente il proprio intento, e possiamo farlo offrendo loro i risultati più rilevanti nel momento in cui effettuano la loro ricerca,” dice Heikkinen. “Fornire  questi risultati tramite AdWords implica gestire le offerte, ma questo è solo uno dei molteplici fattori coinvolti.”

Wood è convinto che il sistema AdWords alla fine scomparirà, una volta che un sistema più esclusivo prenderà piede. Questo significa che in futuro gli hotels non solo avranno un maggior controllo sul proprio posizionamento all’interno del motore di Google, ma potranno anche fare meno affidamento sulle OTA nei propri piani di marketing perché queste ultime non domineranno più il panorama degli annunci PPC.

“Se in questa situazione riusciremo ad avere maggiore controllo, come albergatori questo ci spingerà a scegliere Google come partner. Diremo, ‘Ok, OTA. Le cose stanno così. Continueremo a lavorare insieme, ma non penso che vi useremo più come prima. Perché ci dobbiamo concentrare su questo nuovo grande partner‘. Questo è quello che succederà. “ afferma Wood.

“Penso che il sistema PPC comincerà a scomparire nei prossimi due o tre anni. E’ l’evoluzione del mercato”.

Fonte Articolo: HotelNewsNow

Immagini: Sphitalia, BocoCreative

Google + Local, uno strumento emergente per il Marketing Alberghiero

Mentre Google continua l’espansione nel settore dei viaggi online, gli albergatori stanno scoprendo sempre nuove modalità che vanno ad interessare la loro presenza online.

Google Plus LocalLa nuova sfida per gli albergatori, in relazione a Google Travel, è capire come la presenza di un hotel su Google+ impatterà  sui risultati, sulla reputazione e sui profitti. Un nuovo componente di Google+ Local sono le pagine business, molti analisti suggeriscono fortemente agli albergatori di “reclamare” la propria pagina business Google+ Local al più presto.

“Tutti gli hotels dovrebbero avere la pagina Google+ Local per il proprio business,” dice Craig Wingate, presidente e CEO di Woodcrick Ventures, un’azienda specializzata nella identificazione e commercializzazione della tecnologia e della proprietà intellettuale. “E’ bene essere sicuri di detenere il master claim per una data destinazione.”

Per esempio, se un hotel ha un ristorante, quest’ultimo potrebbe essere il master claim. Ma è più utile per l’ hotel possedere questo claim, afferma sempre Wingate.

Intanto, Google+ si sta espandendo sempre di più. In modo particolare per gli albergatori, i business listings di Google+ Local stanno cominciando ad apparire nei risultati organici delle ricerche e sono accompagnati dalle tariffe e dalle recensioni degli utenti. Gli albergatori devono assicurarsi che quello che appare su queste pagine sia accurato ed aggiornato regolarmente.

“Per gli utenti collegati, Google+ è la spina dorsale sociale dei i diversi prodotti Google,” dice la portavoce Andrea Faville. “Per esempio, quando fanno una ricerca su Google.com, su Maps o Google+, gli utenti adesso possono vedere recensioni di ristoranti, musei o hotels che sono stati raccomandati o suggeriti dalle loro connessioni su Google. Oppure i business possono collegare le loro pagine Google+ alle campagne AdWords esistenti,  attraverso i collegamenti sociali, così le raccomandazioni possono anche essere visualizzate sui loro annunci.”

Dopo l’acquisto di Zagat da parte di Google in Settembre 2011, le recensioni di Zagat sono state inserite nei contenuti che appaiono sulle pagine Google+ degli hotels. Dopo l’acquisto di Frommer’s, effettuato in Agosto, molti osservatori si aspettano che sempre più contenuti generati da utenti cominceranno ad apparire su quelle pagine oltre che all’interno dei risultati di ricerca organici.

“Per il momento porteremo i contenuti di Frommer’s in Google mantenendo il suo brand. Lo integreremo maggiormente con Zagat nel corso del tempo, come parte del nostro impegno di fornire una esperienza utile e interessante,” ha detto Faville.

“Penso che sia fantastico che Google abbia acquistato Frommer’s,” ha detto Paul Wood, VP revenue management per il  Greenwood Hospitality Group, “Credo che cementerà l’impegno di Google ad entrare sempre di più nel settore viaggi.”

Wingate ha suggerito agli albergatori di effettuare una semplice ricerca della loro proprietà su Google, facendo attenzione alle infinità di modi in cui questa viene presentata all’interno dei risultati.

Google prende le tariffe e la disponibilità visibili sulle pagine business di Google+, oltre che su altri prodotti Google, direttamente dalle agenzie di viaggio online. Ma, entrando in partnership con il giusto brand o sistema di prenotazione, gli albergatori possono usare i canali di Google per fornire prezzi e disponibilità, favorendo così le prenotazioni dirette.

“Adesso sono soprattutto le OTA a mostrare le tariffe su Google Local,” dice Shallana Lynn Edwards, direttore emarketing per Shell Vacations Hospitality. “Stiamo cercando di trovare un modo per mostrare direttamente le nostre tariffe.”

Craig Wingate di Woodcrick Ventures ha mostrato quello che lui chiama “anatomia di una ricerca per hotel su Google,” o i vari modi in cui vengono mostrati gli hotels sui diversi prodotti Google.

Difficile da gestire

Tuttavia, i prodotti Google possono essere difficili da interpretare e lavorare con Google per gestirli può diventare una cosa frustrante, dicono le fonti.

“Come albergatori, spesso vediamo che i listing ed i posizionamenti cambiano in modo inaspettato e può diventare una cosa impegnativa mantenersi al passo,” dice Edwards.

Shell Vacations ha recentemente assunto un social media administrator per gestire la reputazione online dei sui 24 hotels. La compagnia ha creato una pagina Google+ e, anche se non c’è “molto movimento”, è bene partecipare perché Edwards conosce l’importanza dei risultati di ricerca.

“Basandoci su quello che abbiamo letto e sui cambiamenti di Google con Plus, Local, Places oltre alla integrazione di Plus all’interno di tutte le altre applicazioni e l’uso di Plus come parte dell’algoritmo di ricerca, abbiamo deciso di partecipare in modo attivo,”. “Cerchiamo di stare al passo con tutti i trend di Google.”

Wood dice che aggiungere altre parti all’interno dello schema marketing –  come una azienda di brand o di management – rende più complesso gestire i prodotti Google.

“Lavoriamo con Google places, a volte può essere impegnativo perché tutte le nostre proprietà sono sotto brand al momento,” dice. “Quindi impegnativo non per via di Google, ma per via dei brand – questi si muovono solo in base alle decisioni corporate, che sono piuttosto lente.”

Edwards afferma che il nuovo social media administrator di Shell Vacation non passerà molto tempo ad aggiornare Google+, dedicandosi maggiormente a Facebook e Twitter, perché su Google + il livello di attività è ancora basso e non garantisce molto ritorno. Tuttavia, sempre più persone stanno adottando Google+ e Shell Vacations ha già notato una crescita nel livello di attività.

Inoltre, mentre sempre più hotels stanno adottando Google+ e reclamando la loro pagina Google+ Local business, il motore di ricerca sta anche diventando più comunicativo con l’industria.

“Mi sembra che nel corso degli anni siano stati più attivi a livello di comunicazione è più visibili nel settore viaggi. Mi piacerebbe che lavorassero di più con gli hotels direttamente e non solo con le OTA,” afferma Edwards. “La grande domanda è sempre stata, ‘Che cosa sta facendo Google nel settore viaggi?’ Adesso stiamo finalmente vedendo qualcosa.”

Faville, portavoce di Google, ha detto che chi gestisce la pagina Google+ può rispondere direttamente ai commenti oppure cancellarli. In Google+ Local, i proprietari del business possono anche rispondere direttamente alle recensioni dalla loro pagina. “Il nostro obiettivo è fornire agli utenti informazioni accurate e di alto livello, per aiutarli a trasformare le loro idee in azione,” afferma Faville, “I rating e le recensioni di Zagat, basati su esperienze di consumatori appassionati, sono parte integrante della esperienza Google+ Local.”

Hangout con Google

Durante una recente Google Hangout – uno strumento video chat di Google+ – i rappresentanti di Google hanno invitato gli esperti di social media a discutere di come utilizzavano gli strumenti.

Lynette Young, CEO di Purple Stripe Productions, dice di parlare direttamente con le aziende per capire quali punti di Google+ sono più ostici ed offrire subito una soluzione o un suggerimento. “Io vedo Google+ come un pacchetto completo,” dice. “ha la chat live, grandi capacità multimedia e permette di formattare e  modificare i testi. Adesso che Google+ sta incorporando anche altri prodotti Google, vedo grandi implicazioni. Puoi sfruttare al meglio il tuo tempo ed avere grandi benefici in modo rapido.”

Ricky Cadden, social-media community manager di RadioShack, ha detto che l’azienda ha stabilito la sua presenza su Google+ , compilando tutto in modo accurato. Dopodiché l’azienda ha chiesto ai propri clienti cosa gli sarebbe piaciuto vedere su Google+, e da qui ha iniziato.

“Ci hanno chiesto di non duplicare i contenuti di diverse piattaforme,” dice Cadden. “E commentare sulle cose delle altre persone è diventato così importante – solo per fare vedere che ci sei, che sei attivo e non stai solo pubblicando cose in modo passivo.”

Fonte Articolo: HotelNewsNow

Immagini: ImageMediaParnters e SpearsMarketing

A chi importa di Klout?

Verità e finzione:

Verità: Tutti hanno la capacità di influenzare il proprio network

L’industria turistica e alberghiera vanta un seguito sociale eclettico, conservatore, allegro, introverso, di buon senso, dedito alla famiglia, sexy e single, altamente influente. Brulicante di nuovi visitatori, viaggiatori frequenti, locali, sposi, professionisti e pensionati. Le nostre reti sociali collettive sono sufficientemente diversificate per collegarci con potenziali e credibili ambasciatori del nostro marchio da qualsiasi segmento di mercato che si possa immaginare. Giusto?

Quindi perché tutto questo clamore per Klout?

Finzione: Tutte le persone influenti sono state create uguali

Ed è qui che entra in azione il genio di Klout.com

I Klout Scores  sono uno strumento di misurazione che permette di capire l’influenza online di una persona basandosi sulla abilità di guidare l’azione nei networks sociali. Il sistema raccoglie dati basandosi sul tuo impatto sui social networks, fornendo un punteggio giornaliero su una scala da 1 a 100. Il punteggi si basa su 3 concetti principali: il numero di persone che influenzi (quanti followers o amici hai), quanta influenza hai su di loro (cliccano sui tuoi links? Commentano o linkano i tuoi post?), e quanto sono influenti le persone nel tuo network. “La nostra abilità ed il nostro desiderio di capire [fusion_builder_container hundred_percent=”yes” overflow=”visible”][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][il nostro impatto sul network], e la necessità ed il mercato per tutto ciò, sono i motivi dell’esistenza di Klout,” spiega Joe Fernandez, Fondatore e CEO di Klout.

Klout.com fornisce anche rapporti che comparano i Klout Scores peer-to-peer, influente–a-influente, business-to-business. Di conseguenza, è possibile avere accesso a dati importanti relativamente alla competizione, a chi sono le persone più influenti online, e conoscere i contenuti più cliccati. I viaggiatori possono anche cercare le persone più influenti o gli argomenti più popolari, compresi gli hotels: http://klout.com/topic/hotels

Il redattore di Wired, Seth Stevenson, ha di recente chiesto al product director di Klout, Chris Makarsky, come fare a migliorare il proprio punteggio su Klout. Gli è stato detto di pubblicare tweets più spesso, di concentrarsi su un argomento e di mantenerlo vivo, e di sviluppare un rapporto online con membri influenti di Klout che potrebbero aiutarlo ad ampliare anche la sua influenza.

Sicuramente ci vuole costanza e impegno. Fortunatamente, i business ed i consumatori che investono queste risorse nel social media management stanno avendo un ROI – ritorno sull’influenza – considerevole.

Tenere sotto controllo e migliorare il punteggio Klout del tuo brand è una ottima tattica per alimentare il successo marketing sui social media.

Verità:  Klout si è evoluto in uno strumento di social media marketing con vantaggiose implicazioni sia per gli hotels che per i consumatori.

Klout ti può fornire un nuovo ponte per entrare in contatto con i tuoi clienti. E’ anche utile nel rivelare il potenziale del cliente come network di trasmissione. Ti ricordi quando i cittadini giornalisti sono diventanti un fenomeno grazie ai telefonini con fotocamera e alle piattaforme open source per blog? Bene, oggi abbiamo cittadini che agiscono come network di trasmissione – ambasciatori latenti che possono raggiungere una audience misurabile, sono semplicemente in attesa di buoni motivi per aumentare l’influenza e la reputazione del tuo brand.

Dal punto di vista di un viaggiatore, Klout oggi ospita albergatori, brand dell’ospitalità e linee aeree. I brand più intelligenti offrono upgrade gratuiti agli utenti Klout i cui punteggi dimostrano la capacità di creare conversazioni influenti sui viaggi. I franchise possono usare Klout per monitorare le conversazioni, e realizzare promozioni su misura per specifiche proprietà in specifiche aree.

Finzione: I programmi fedeltà che non riescono a tenere il passo con l’influenza dei social network e le tecnologie correlate, continueranno ad avere importanza per i viaggiatori

Questi programmi ormai datati perdono terreno con ogni nuovo avanzamento degli algoritmi sociali. Ma stare in sintonia con le nuove tendenze social media come Klout e applicarle con profitto alla strategia di business di un hotel richiede un notevole investimento di tempo, relazioni e risorse. Puoi prendere in considerazione una partnership con una società di marketing in grado di colmare il divario tra i social media e l’ospitalità. Espandi i tuoi programmi di fidelizzazione con strategie di e-marketing integrate che includono applicazioni per prenotazione sociali, applicazioni web e mobili, promozioni di vendita flash, distribuzione di contenuti foto, e servizio clienti online a 5 stelle.

Con le prenotazioni di viaggi on-line destinate a crescere due volte più velocemente del mercato totale, superando 313 milioni dollari entro il 2012, Klout può svolgere un ruolo chiave nella navigazione del processo decisionale per la prenotazione di un hotel, secondo il paradigma prezzo, qualità e posizione. Gli scambi sui social media forniscono un punteggio di soddisfazione, una validazione e ora anche un riferimento personale contro il rating di qualità.

Verità: Gli hotels che per primi hanno incorporato Klout all’interno delle loro strategie di marketing hanno ottenuto risultati interessanti

Palms Las Vegas Klout

Nel 2010, il Palms Casino Resort di Las Vegas ha esaminato i punteggi degli ospiti che effettuavano il check in ed ha automaticamente dato un upgrade a quelli che risultavano più influenti – molti ospiti non avevano idea delle motivazioni dell’upgrade. Tra i casino hotel di Las Vegas, il Palms è passato dal 17 posto al 3 posto per numero di followers su Facebook. Il Palms ha uno dei migliori punteggi su Klout tra hotels con le stesse caratteristiche. Oggi, continua la partnership con Klout, offrendo servizi esclusivi per i membri del “Klout Klub”, e quest’anno ha anche organizzato un evento speciale al CES,  in collaborazione con il sito social media.

All’aeroporto di San Francisco la Cathay Pacific ha aperto le lounge First e Business agli utenti Klout con punteggi superiori a 40. Virigin America ha offerto voli gratuiti agli utenti Klout con i punteggi più alti.  Il Trivandrum Hotel ha aggiunto dei Klout Coupons alla propria pagina Facebook.

In Febbraio, il gigante Salesforce.com ha introdotto un servizio che permette alle aziende di monitorare il punteggio Klout dei clienti che inviano tweets di complimenti o lamentele; scommettiamo che quelli con i punteggi più alti godono di speciali attenzioni da parte del servizio clienti?

Il futuro di Klout è nelle mani dei consumatori e nella capacità del marketing dei brand di essere sempre più creativo. Dando ai consumatori il ruolo di diffusori e trasmettitori, Klout è in lizza con concorrenti come Kred e PeerIndex per creare qualcosa di simile ai rating di Nielsen per le interazioni sociali online. Se gli hotels si rivolgono alla propria audience offrendo contenuti di un certo livello, entrambi ne potranno trarre beneficio. Gli esperti di marketing alberghiero più innovativi possono stare un passo avanti a tutti basandosi su quanto riescono ad ispirare e premiare i consumatori per il loro impegno, la loro azione e la loro influenza. Il punteggio per l’influenza fornisce agli albergatori un punto in più per prendere decisioni migliori.[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

Open Hospitality offre gli annunci Google Hotel Price con prezzi in tempo reale

Dopo un programma pilota di successo realizzato con 50 hotels, Open Hospitality di Pegasus Solutions offre agli hotels aderenti gli annunci Google Hotel Price.

Google Hotel Price Ads

Inserendosi nel prodotto Google Hotel Finder, gli annunci forniranno ai consumatori informazioni sul prezzo in tempo reale, permettendo loro di prenotare direttamente sul sito web dell’hotel.

La soluzione è perfetta: gli hotels aderenti al sistema di prenotazione Open Hospitality possono scegliere questa proposta e Open Hospitality si prende cura di tutto il resto con una campagna personalizzata secondo le esigenze di ogni singola proprietà.

Oltre a Google Hotel Finder, gli hotels clienti riceveranno anche traffico diretto da Google Search, Google Maps e Google Places.

I clienti hanno il vantaggio di essere messi in diretto contatto con il brand, soprattutto coloro che preferiscono prenotare direttamente un hotel, senza servirsi delle OTA. Oltre a questo, il prezzo in tempo reale assicura loro che il prezzo è lo stesso che troverebbero altrove.

Gli hotels, invece, non solo possono beneficiare delle prenotazione dirette, ma possono anche avere l’opportunità di vendere prodotti aggiuntivi come ristorazione, trattamenti di bellezza ed altre attività, aumentando così i loro profitti.

David Millili, CEO di  Pegasus Solutions e Open Hospitality:

“Google sta diventando un canale fondamentale nel processo di acquisto di un soggiorno in hotel. Può essere usato come mezzo per avere più informazioni o come un vero e proprio canale di prenotazione, ma in ogni caso non può essere assolutamente ignorato come mezzo capace di attirare traffico prezioso sul tuo sito web.  Per un tipico sito web di un hotel, la ricerca organica di Google indirizza di norma 1 visita su 3. I programmi di ricerca a pagamento, come AdWords e gli annunci Hotel Price, forniscono nuove opportunità per generare traffico mirato che si converte bene in prenotazioni. I risultati reali variano sensibilmente da una proprietà ad un’altra poiché sono influenzati da fattori online e offline. Molti degli hotels che hanno aderito al programma hanno avuto un ritorno dell’investimento notevole durante il periodo di prova, che ha eguagliato o a volte superato le campagne pay-per-click. Tuttavia il ritorno è anche legato ad un certo numero di fattori, tra cui la completezza della pagina Google+ Local dell’hotel, e la quantità e qualità delle recensioni.”

Nella sua continua spinta verso il mercato dell’ospitalità, Google ha apportato degli aggiustamenti nel posizionamento degli hotels nel motore di ricerca.

All’inizio dell’anno Google ha spostato Hotel Finder dalla posizione sopra i risultati a pagamento alla prima posizione organica. Potrebbe essere un tentativo per calmare gli inserzionisti che non hanno apprezzato che il prodotto di Google venisse posizionato sopra i loro risultati a pagamento.

Nonostante questo, prima che venisse effettuato lo spostamento sotto i links a pagamento, Expedia aveva solo cose positive da dire circa la partecipazione a Hotel Finder.

In un discorso durante la 22esima Conferenza di Citi sull’intrattenimento globale, i media e le telecomunicazioni, tenutasi a San Francisco il 5 Gennaio 2012, il Ceo di Expedia, Dara Khosrowshah, ha detto, “ Collaboriamo in tutti i modi con Google, perché è un grande canale in crescita.”

Gli altri aggiustamenti effettuati da Google comprendono transito dei dati point-to-point attraverso Google Transit, e l’avvio vero e proprio del prodotto Promoted Hotels che mette le OTA contro gli hotels per le prenotazioni dirette attraverso i listings Hotel Finder.

Il prezzo in tempo reale ha attirato attenzione a livello internazionale. I Solare Hotels, che gestiscono oltre 12.600 camere in Giappone, hanno annunciato lo sviluppo di una tecnologia che permetterà ai propri affiliati di inserire prezzi in tempo reale per le proprie camere su Googel Maps e Google Places.

Fonte Articolo ed Immagine: Tnooz