Le recensioni sono state analizzate ed il migliore hotel di lusso al mondo è … [#Infografica by ReviewPro]

ReviewPro ha fatto un grandissimo lavoro! Ha analizzato 839.593 recensioni online di 1.692 strutture pubblicate durante il 2013 con lo scopo di determinare i migliori alberghi di lusso al mondo.

Questa è la prima relazione annuale State of the Review, soprannominata Top Luxury Hotel & Brand Report. La società ha rilasciato la classifica dopo l’analisi del suo Global Review Index, o GRI, che classifica gli hotels in base alla reputazione online e ai punteggi di soddisfazione della clientela.

La relazione analizza 84 brand in tutti e cinque i continenti ed ha anche scoperto che il numero totale delle recensioni di questi brand di lusso è salito del 35% rispetto al 2012.

Gli hotels sono stati divisi in tre categorie, i brand più grandi, cioè quelli con più di venti strutture, i brand più piccoli e gli hotels individuali.

E gli hotels di lusso con i migliori punteggi sono

Oberoi Hotel & Resorts siede sul gradino più alto del podio per quanto riguarda i brand con più di venti strutture, seguito da Four Seasons e Belmond Orient Express. Constance, Capella e Montage sono i migliori della categoria piccoli brand, mentre gli hotel individuali con i migliori punteggi sono il Palacio Nazerans (Orient-Express) a Cuzco, e il Jumby Bay di Antigua appartenente alla inglese Northern Belle and Rosewood.

Un certo movimento tra i brand ha mostrato che Orient Express, Jaz Hotels e Kempinkski Hotels hanno notevolmente migliorato le loro posizioni per quanto riguarda la reputazione online nel 2013.

Per quanto riguarda i siti web di recensioni, il cosidetto “gorilla” ha raccolto più preferenze: TripAdvisor è la fonte numero uno per le recensioni online.

Booking.com e Ctrip sono i successivi due siti più popolari, entrambi molto forti al livello internazionale e in Cina rispettivamente. Il cinese, il tedesco, il francese ed il giapponese sono le lingue più usate per le recensioni dopo l’inglese.

La composizione dei punteggi dell’ Indice di Recensione Globale è il seguente.

Grandi Brand:

Oberoi Hotels – 94.7%
Four Seasons – 92.3%
Orient Express – 92.1%
Park Hyatt – 91.3%
Taj Hotels – 91.0%

Piccoli Brand:

Constance Hotels – 93.7%
Capella Hotels – 93.6%
Montage Hotels – 93.0%
Firmdale Hotels – 93.0%
Andaz Hotels – 92.8%
Raffles Hotels – 92.6%

Migliori hotel di lusso valutati singolarmente:

Palacio Nazarenas, Orient-Express, Cuzco – 99.2%
Northern Belle, Orient-Express – 98.4%
A Rosewood Resort, Jumby Bay – 98.2%
The Oberoi Vanyavilas, Ranthambhore – 98.2%
Four Seasons Tented Camp, Golden Triangle – 98.0%

ReviewPro ha raccolto tutto questo in un infografica, suddividendo le aree specifiche di prestazione per brand alberghieri di lusso. Enjoy!

Infografica Review Migliori Hotel Lusso 2013

Seguendo questo link potrai scaricare il report intero di ReviewPro.

Fonte Articolo: Tnooz

Google sempre più attivo nel Settore Alberghiero: le ultime Notizie

Google si sta muovendo in modo convinto per giocare un ruolo sempre più importante nel settore delle prenotazioni alberghiere – anche correndo il rischio di fare arrabbiare alcune dei suoi più importanti inserzionisti. L’azienda, infatti, sta aggiungendo sempre più foto e recensioni ai propri listing di hotels e sta promuovendo in modo più aggressivo i suoi annunci “Hotel Price Ads” (HPA) che sponsorizzano i prezzi delle camere alberghiere, così come fanno altri meta-motori di ricerca.

L’idea è quella di incoraggiare sempre più viaggiatori a pianificare i propri viaggi usando Google. Durante il processo, Google, offre anche la possibilità di effettuare una prenotazione e gli esperti pensano che questo renderà sempre più preziosi i “referral links”, portando le agenzie e gli alberghi a pagare di più per ogni click su Google Ads. Sta anche incoraggiando sempre di più gli albergatori a pubblicare le loro tariffe dirette (con il proprio booking engine) su Google, non passando più per le OTA.

Come ultima mossa Google ha stretto un accordo di licenza che gli darà accesso alla tecnologia del software di prenotazione della startup Room 77 aumentando così il numero di ingegneri che lavorano al team di ricerca alberghiera.

Il mercato potenziale è molto grande. Soltanto negli Stati Uniti lo scorso anno la spesa per viaggi e turismo è stata di 450 Miliardi di dollari, e, secondo il World Travel & Tourism Council, ci si aspetta una crescita del 3,5% per quest’anno.

La mossa è comunque rischiosa: le agenzie di viaggio online sono tra i maggiori inserzionisti di Google. Mark Mahaney di RBC Capital Markets ha stimato che il Gruppo Priceline spenderà più di 1,5 Miliardi di dollari nel 2014 per gli annunci su Google e Expedia probabilmente un altro Miliardo. Questi due colossi rappresentano circa il 5% dei profitti di Google per quest’anno, anche se l’azienda ha più di un milione di clienti che acquistano annunci pubblicitari.

Fonte: HotelMarketing

Arriva il dragone: il mercato dei Viaggi online Cinese prende il volo. Fino 75 Miliardi $ entro il 2017.

Per il settore viaggi online della Cina è prevista una crescita a doppia cifra ogni anno, con un ricavo che arriverà a 75 Miliardi di dollari nel 2017.

iResearch, una azienda di ricerca cinese, ha pubblicato una proiezione di crescita per il mercato dei viaggi online fino al 2017.

Le compagnie di viaggi online cinesi sono spesso state al centro delle notizie grazie alla loro crescita, alle acquisizioni effettuate e alla strategia mobile. Secondo iResearch, i ricavi dalle vendite dei viaggi online in Cina toccheranno i 46 Miliardi di dollari nel 2014, 55 Miliardi nel 2015, 65 Miliardi nel 2016 e 75 Miliardi nel 2017.

PhoCusWright, nel frattempo, ha stimato che i ricavi per il mercato dei viaggi online in Cina arriveranno a 30,3 miliardi di dollari nel 2015, ma questo dato non include le prenotazioni tramite call center. PCW inoltre ha previsto che entro il 2015 il 24% delle prenotazioni di viaggio in Cina verranno effettuate online.

iResearch ha attribuito la crescita nel settore viaggi online all’aumento del volume dei pacchetti di volo più hotel prenotati. Prevede anche che i prossimi settori destinati a crescere siano quelli dell’autonoleggio e dei servizi taxi, contribuendo ad una ulteriore crescita del mercato dei viaggi sul web.

Crescita Mercato Cinese Viaggi Online

Per quanto riguarda i guadagni delle agenzie di viaggio online, vengono stimati a 2,36 Miliardi di dollari per il 2014, 2,93 Miliardi per il 2015, 3,64 Miliardi per il 2016 e 4,54 Miliardi per il 2017.

La crescita marginale del 2013 è attribuita alla vasta guerra in corso tra OTA sui prezzi, sia sui canali web e che su quelli mobili.
Gli utili trimestrali più recenti delle OTA più importanti del paese – Ctrip e eLong – segnalano una crescita dei ricavi, ed accennano anche a grandi investimenti nei rispettivi canali “mobile”.

La ricerca afferma che questa guerra dei prezzi fra OTA continuerà a persistere sui canali “mobile”. Accaparrarsi quote del mercato “mobile” sembra essere il nuovo campo di battaglia attuale delle OTA.

OTA Cinesi Ricavi

La classifica per ricavi delle OTA cinesi mette Ctrip in prima posizione con il 49,7% di quote di mercato, seguita da eLong con il 9,7% e 17u (che ha raccolto 82.5 milioni di dollari in un Investimento Serie C) con il 6,1%.

OTA Cinesi Quote di Mercato

 

Fonte: Tnooz

Trivago amplia il programma di “Mystery Guest” per combattere le recensioni false

Dopo il lancio iniziale dell’anno scorso in Germania, Trivago introduce il suo progetto “Hotel Test” in Gran Bretagna e Irlanda.

Trivago Mystery GuestQuesto programma “Mystery Guest” presenta diversi aspetti: gli utenti si registrano come hotel tester e ricevono da Trivago dei compensi fino a 70 Sterline per il completamento di sondaggi oline che prendono in esame circa 400 criteri riguardo gli hotels dove hanno alloggiato.

I risultati e le recensioni sono pubblicati direttamente sul Meta-Motore (di proprietà Expedia) al fine di completare i profili degli hotels e integrare filtri per migliorare il processo di ricerca di Trivago.

I risultati dei test possono anche essere acquistati: al prezzo di di 2.000 sterline gli albergatori potranno ottnere i risultati di 20-100 tester che hanno pagato il prezzo intero per un soggiorno in un periodo di tempo che va da 2 a 6 mesi. Gli hotels avranno anche una finestra promozionale su Trivago durante il periodo in cui vengono testati, secondo il sito questo dovrebbe “garantire” tra 20 e 100 prenotazioni in più.

Le strutture riceveranno anche gli aggiornamenti settimanali dei risultati dei test, nonché, alla fine del periodo di prova, un confronto di mercato con le osservazioni dell’ ospite, che possono essere basate sulla posizione, sulla regione o sul numero di stelle, con benchmark nei confronti dei concorrenti.

In Gran Bretagna e Irlanda il programma mystery guest coinvolge 40 hotels in 10 città, tra cui Londra, Dublino, Edinburgo, Liverpool, Birmingham, Manchester e Glasgow. Il programma è già disponibile in 12 altre città europee incluse Roma, Madrid e Berlino.

Trivago afferma che il programma contribuisce a creare “profili alberghieri veri e accurati” e che sono stati effettuati più di 20.000 test su 600 strutture. Il 20% dei tester ha partecipato al programma in diverse città. Inoltre 100 albergatori tedeschi hanno acquistato i risultati, comprese anche alcune grandi catene.

Le aziende di viaggi online si stanno muovendo per garantire l’autenticità delle recensioni attraverso iniziative come Review Express di Tripadvisor, inaugurata circa un anno fa. Trivago ha anche lanciato un servizio beta di social booking che permette a gruppi di persone in modo collaborativo di ricercare e votare il miglior hotel per un soggiorno.

Fonte Articolo: Tnooz

Prenotazioni online non completate: i Migliori e i Peggiori [Infografica]

Quasi il 75% dei visitatori di siti web di viaggi decide di non completare una prenotazione, si tratta di una percentuale altissima – anche maggiore del settore “retail” nel complesso che presenta una percentuale del 71%.

SaleCycle, specialista del remarketing, ha stimato che l’abbandono del processo di prenotazione arriverà all’81% per il 2014. Di recente l’azienda ha pubblicato dei suggerimenti relativi alle tecniche di email remarketing al fine di recuperare le prenotazioni perse.

Un’infografica di SaleCycle spiega il tasso (previsto) di abbandono delle prenotazioni per ogni segmento di viaggio, i tassi di conversione con il remarketing via email, e le entrate generate per ogni email inviata. L’azienda ha analizzato circa 100 brand globali di viaggi (compresi Millennium Hotels, P&O Ferries e Hertz).

Il primato del tasso più alto di abbandono alle prenotazioni va alle agenzie di viaggio online, con circa l’89,1%, mentre il più basso é detenuto dai servizi di prenotazione alberghiera online, al 67,6%.

Il segmento autonoleggio si posiziona primo sia per la categoria “email open rate” (tasso di apertura delle emails) che per quella “email click through rate” (tasso di click su links presenti nella newsletter), rispettivamente al 57% e 28,3%. Le linee aeree hanno il tasso minore di “open rate”, mentre le crociere hanno i risultati peggiori di “click through rate”.

Per quanto riguarda la conversione delle email, gli autonoleggi sono in cima alla lista con il 36,2%. E’ interessante notare che per le agenzie di viaggio online le entrate generate per ogni email inviata arrivano alla notevole cifra di $188,93. Per esempio, quando vengono inviate 100 email ai clienti di una agenzia di viaggio online, ciascuna di queste in media genera una entrata di $188,93. Questa cifra è quasi tre volte superiore a quanto generato da ogni email per il settore autonoleggio, che si ferma a $54,70 per email.

Qui sotto è riportata la infografica dettagliata:

Tasso di Abbandono alle Prenotazioni SaleCycle

Fonte Articolo: Tnooz , Immagine: Israel21c

Il CEO di Priceline afferma che l’acquisizione di Kayak ridurrà la dipendenza da Google

L’acquisizione di Kayak, effettuata da Priceline per la cifra di 1,8 Miliardi di Dollari, è in parte dettata dal farsi una sorta di assicurazione nei confronti di Google.

Priceline è uno dei principali clienti e inserzionisti di Google. Il CEO di Priceline, Jeffery Boyd, parlando alla conferenza PhoCusWright il 15 Novembre scorso, ha sottolineato che Google è un canale “molto importante” per l’azienda.

Infatti, Priceline ha speso circa 375,2 Milioni di Dollari solo nel terzo trimestre per le inserzioni su Google e ancora 52,9 Milioni di Dollari per vendite e marketing.

Le nuove regole di Google sul traffico

Boyd ha anche sottolineato che Google sta ridefinendo il traffico, dando più spazio ai suoi prodotti, a detrimento di altri.

Ha spiegato che brand come Priceline e i suoi affiliati, Booking.com, Agoda e CarRentals.com, possono decidere di investire una parte dei propri soldi in altro modo, riducendo la dipendenza da Google.

Leggere fra le righe

Boyd non l’ha detto esplicitamente, ma è chiaro dai suoi commenti che l’acquisizione di Kayak è basata proprio su questo.

Priceline vede Kayak come un generatore di profitti, e Boyd ha lodato la capacità di Kayak di sviluppare l’applicazione mobile ed altre importanti interfacce utenti.

Boyd pensa che Kayak possa essere un efficace strumento di marketing per contrastare la super potenza di Google, e per certi versi è simile al modo in cui Expedia usa Tripadvisor.

Priceline è già il secondo maggiore cliente di Kayak, generando circa il 10% dei profitti totali di Kayak nel terzo trimestre del 2012, dopo Expedia Inc. (26%) e davanti a Orbitz (8%).

Priceline continua ad usare Kayak come strumento di marketing antagonista a Google, e da ora, grazie alla acquisizione, si trova in uno scenario particolarmente favorevole. Dando a Kayak le risorse per espandersi sui mercati internazionali, Priceline ne trarrà grandi benefici e, ovviamente, anche i suoi affiliati.

Come cambiano le cose in un anno

Kayak & PricelineLa critica di Boyd nei confronti di Google è un cambiamento di tono ed una ammissione di preoccupazione – decisamente in contrasto con il periodo in cui Google acquisì ITA Software, e Boyd si limitò a minimizzare il fatto.

Kayak, invece, insieme ad Expedia, si unì al coro di quelli che commentarono negativamente l’acquisizione di Google, manifestando il proprio dissenso. Ci furono voci, a quel tempo, di una possibile acquisizione di Kayak da parte di Expedia, ed anche notizie, poi smentite, di possibili investimenti di Expedia in ITA, per diminuire il controllo di Google. Adesso invece è proprio Priceline a mettere le mani su Kayak, con una acquisizione che delinea chiaramente le preoccupazioni nei confronti di Google.

Fonte Articolo: Skift

Perché Priceline non vedeva l’ora di acquisire Kayak?

In Breve: Quello che attraeva Priceline era la crescita della opzione di prenotazione diretta su Kayak. Il Book Path di Kayak rappresentava l’11% delle entrate totali del terzo trimestre, il 5% in più rispetto allo scorso anno. Kayak sembrava sempre di più una OTA, quindi un possibile concorrente di Priceline.

Poco tempo fa Priceline.com ha acquisito Kayak per la cifra di 1,8 Miliardi di Dollari. Più del doppio di quanto Google ha pagato per ITA nel 2010. Perché Priceline ha fatto questa mossa? E perché proprio adesso?

Il 15 Novembre Kayak ha annunciato di avere ricevuto un miliardo di richieste nei primi dieci mesi dell’anno. Questa era una cosa molto importante, perché Kayak aveva raggiunto il traguardo di un miliardo di richieste nel 2008 – dopo quattro anni. Poi ci erano voluti altri tre anni per arrivare ad un altro miliardo. Nel 2012, sono bastati 10 mesi. Come vedete, il tempo si è significativamente ridotto.

Oltre ad avere annunciato questo importante traguardo, Kayak ha anche detto che ad Ottobre 2012, la sua applicazione mobile era stata scaricata più di 20 milioni di volte. Nel terzo trimestre Kayak ha raccolto 302 milioni di richieste sul web e sulla sua applicazione mobile, un aumento del 31% rispetto ai 231 milioni del terzo trimestre del 2011 e del 95% rispetto ai download della sua applicazione mobile, che nel 2011 era stata scaricata 3,1 milioni di volte.

Tuttavia, quello che ha attratto Priceline è stata la crescita della opzione prenotazione diretta di Kayak. L’azienda ha lanciato questa opzione nel Maggio 2011, come servizio white label, per migliorare l’esperienza degli utenti, in collaborazione con Travelocity e poi Air Canada. Questa estate ha ampliato l’opzione includendo Expedia, Getaroom, Hertz/Advantage, Avis/Budget, etc.

Fonte Articolo: HotelMarketing, Immagine: TheEconomist

 

In Germania i viaggi online sono la principale attività di e-commerce per gli over 50

Una ricerca di comScore Media Metrix ha scoperto che in Germania solo poco più della metà degli utenti internet ha visitato siti di viaggio nel mese di Maggio, il traffico sui siti web di viaggio in Germania è il più basso fra i principali paesi europei, fatta esclusione per l’Italia. Come metro di comparazione, circa il 70% degli utenti inglesi ha navigato sui siti di viaggio nel mese di Maggio, e per il doppio del tempo dei consumatori tedeschi.

Trends di Viaggio Online europa

Detto ciò, i viaggi restano una delle più popolari categorie di e-commerce fra i consumatori tedeschi. Secondo Arbeitsgemeinschaft Online Forschung’s (AGOF) “Internet Facts 2012-06,” circa il 56% degli utenti tedeschi ha cercato informazioni sui viaggi o offerte last minute online nei 12 mesi precedenti Giugno 2012, mentre il 51% degli oltre 100.000 intervistati nel sondaggio, hanno ricercato hotels per piacere o per viaggi di affari, sempre nello stesso periodo. Queste due categorie di viaggi online erano la seconda e la quarta nella classifica delle attività più comuni di ricerca su internet, secondo AGOF.

Per quanto riguarda gli acquisti online, le vacanze e le offerte lastminute scendono al sesto posto in classifica – il 26,9% degli utenti tedeschi ha acquistato una vacanza o un lastminute durante il periodo sottoposto a ricerca. Mentre gli acquisti di pernottamenti in hotel per piacere o lavoro erano poco più in alto, al 27,7%; questa categoria si assesta saldamente al quarto posto come attività di e-commerce più popolare.

Acquisti ecommerce germania

Il fatto che le ricerche di viaggi e offerte lastminute siano più popolari, suggerisce che i consumatori ricercano spesso delle occasioni, ma più che altro guardano soltanto e non acquistano. Comunque, la differenza percentuale di utenti che ricercano in confronto a quelli che acquistano si riduce drasticamente se si va ad osservare le categorie demografiche più anziane.

Per esempio, AGOF ha riportato che più della metà dei consumatori di età superiore a 60 anni hanno cercato informazioni online sugli hotels, per svago o per lavoro, ed il 28,8% di questi ha fatto acquisti. Per questo gruppo di età, questa risultava essere la categoria di ricerca più popolare, e al secondo posto nella categoria degli acquisti. Ricercare informazioni sugli hotels è la terza attività più popolare fra gli utenti internet di età compresa fra 50 e 59 anni, ed è la seconda categoria di acquisto più popolare – il 30,7% degli utenti appartenenti a questo gruppo ha fatto prenotazioni alberghiere online.

La ricerca ha elencato solo le cinque principali categorie di acquisto per ogni gruppo di età, e la categoria viaggi non era presenta nei gruppi demografici sotto i 40 anni. E’ possibile che i giovani consumatori tedeschi effettuino prenotazioni alberghiere online in percentuale minore, ma è certo che, andando avanti con gli anni, trovano che i viaggi siano uno degli articoli più desiderabili da acquistare online. Il marketing alberghiero può andare sul sicuro indirizzandosi verso questa tipologia di consumatori, perché l’acquisto di soggiorni e pacchetti vacanze è uno dei motivi principali della loro navigazione online.

Fonte Articolo: Emarketer, Immagine: Bohemia Apartments

Direct Booking di Trivago: Pubblicità mirata, vendita diretta e visibilità online: il sito ufficiale dell’albergo al centro del programma di Trivago.

Marco Amico TrivagoArticolo di Marco Amico Hotel Relations and Business Development a Trivago 

Le ricerche in rete stanno cambiando. Non si cerca più un hotel su google ma si cerca un albergo sui meta search site come Trivago.

I dati dimostrano chiaramente un calo delle ricerche che includono la parola hotel (grafico 1) mentre un aumento delle ricerche per i meta search come trivago (grafico 2).

Ricerca Hotel su Google

Grafico 1 – Ricerche della parola “Hotel” su Google

 Ricerca Trivago su Google

Grafico 2 – Ricerche parole “Trivago” su Google

Allo stesso modo, l’efficacia della principale forma di advertising online, le campagne di AdWords su Google, sta venendo meno. Le principali Agenzie di Prenotazione Online investono budget consistenti, occupando stabilmente le prima pagine dei risultati di Google per le tradizionali “long tails keyword”. Ricerche come “hotel a Roma”, “Hotel a Milano”, “hotel a venezia”, sono sempre più spesso occupate da questi attori globali. Lo stesso avviene anche per i risultati organici.

Search Engine Marketing Hotel

In questo contesto così frammentato, l’obiettivo per un albergatore che desidera rivolgersi direttamente al suo potenziale cliente e vendere attraverso il canale di prenotazionedelproprio sito internet è quello di fare una pubblicità mirata che dia visibilità al suo sito.

In altre parole, è giusto essere presenti nel posto giusto, al momento giusto con il prezzo giusto.

Ecco perchè trivago, azienda da sempre attenta alle evoluzioni e ai cambiamentidelmercato, dopo una promettente fase di sperimentazione ha finalmente lanciato la Direct Booking Connection.

Direct Booking Cosa è?

Per Direct Booking si intende prenotazione diretta tramite il sito dell’Hotel. Trivago offre a tutti gli albergatori che lo desiderano la possibilità di inserire il proprio canale di prenotazione diretta tra i risultati di ricerca. In sostanza accanto a prezzi e disponibilità delle OTA, verranno mostrati anche prezzi e disponibilitàdelsito ufficiale dell’Hotel. E sarà possibile prenotare direttamente attraverso il sito stesso.

Direct Booking: come funziona?

Ogni albergatore che ha un sito internet con un Booking Engine integrato può potenzialmente partecipare al Direct Booking. In questo modo i server di trivago scambiano informazioni in XML direttamente con il Booking Engine dell’albergo, mostrando appunto prezzi e disponibilità presenti sul sito dell’albergo per una data ricerca.

Non si tratta quindi di un semplice link al sito dell’hotel ma un reindirizzamento alla pagina di prenotazione, dopo che l’utente ha già effettuato la ricerca per data e tipologia di stanza. Questo significa che l’utente, in un paio di click può procedere con la prenotazione.

Una percorso in tre passaggi, riassumibili come segue:

1)      Visualizzazione delle tariffe per una data ricerca

2)      Click su “Hotel Website” e redirect alla pagina di prenotazione internadelsito dell’Hotel

Direct Booking Trivago

3) Prenota

Direct Booking: advertising a prova di prenotazione

Dal punto di vista commerciale, il Direct Booking rappresenta una nuova forma di pubblicità pay per click. Una pubblicità attenta e mirata. Con 18 milioni di vistatori unici ogni mese, trivago è il portale che gli utenti consultano quando sono a ridosso della prenotazione. Essere presenti con il proprio sito internet su trivago, significa rivolgersi al cliente proprio nel momento più vicino alla prenotazione.

Trivago presenterà alcuni dati in anteprima sul Direct Booking, durante la IV edizione del Web Hotel Revenue di Roma.

Per saperne di più, è possibile scrivere a directbooking@trivago.it oppure partecipare al 1° Seminario Formativo Online, completamente gratuito, che si terrà il 4 Dicembre alle ore 15:00. Ecco il link utile alla registrazione: https://www4.gotomeeting.com/register/575292095

 Ringraziamo ancora Marco Amico per il suo contributo! Ps. Puoi seguire Trivago su Twitter e Facebook

 

Come Booking.com ha sbaragliato la concorrenza ed ha fatto cambiare “religione” a tutte le altre OTA

Con un portafoglio in continua crescita e che oggi conta circa 226.100 hotels, Booking.com continua a vivere una  crescita fenomenale, sbaragliando la concorrenza. Ma come ci riesce?

I dirigenti di Priceline, che controlla Booking.com, affermano che aver mantenuto lo stesso management motivato e capace, aver lasciato che il brand operasse autonomamente, e aver fornito a Booking.com con  un’ampia base di hotels, ha contribuito alla crescita e al successo dello stesso.

Ma qual è l’ingrediente segreto e come ha fatto Booking.com a raggiungere così efficacemente i suoi obiettivi?

Per capirlo, e per capire l’invidia provata negli uffici di Expedia, Travelocity e Orbitz Worldwide, bisogna tornare alla metà dello scorso decennio.

In quel periodo, le più importanti agenzie statunitensi di viaggi on line stavano prestando una eccessiva attenzione al merchant model, e a tutte le sfaccettature dei margini, ed erano in guerra con gli hotels su questioni come il controllo, lo standard dei brand, la parità di tariffa e le disponibilità delle camere.

I negoziati tra le catene e le proprietà alberghiere, da un lato, e gestori delle OTA dall’altro, erano diventati sempre più faticosi, litigiosi e complessi. Per gli hotels era diventato difficile mantenere la parità di tariffa  e ed ottenere il posizionamento preferito nell’elenco dei risultati di ricerca delle OTA, tutto ciò portava a lunghe discussioni e complicazioni dal punto di vista operativo.

L’anno 2005 fu un punto di svolta.

Travelocity, sempre focalizzato sul merchant model, nel luglio del 2005 acquistò l’inglese lastminute.com per una cifra record di $1.174 miliardi, concentrandosi poi quasi esclusivamente sulla integrazione dei siti di sua proprietà e rimanendo indietro su tutto il resto.

Nel Febbraio del 2005 Cendant aveva deciso di acquisire la OTA pan-europea ebookers per la cifra di $404 milioni, alla fine divenne tutto parte di Orbitz Worldwide. Ma solamente sei o sette anni dopo, ebookers cominciò a fare qualche progresso.

Expedia, che già aveva tra i suoi brand hotels.com (con il suo merchant model), si accontentò di una crescita organica nel settore alberghiero.

E proprio in luglio del 2005 Priceline compra Booking.com, con sede ad Amsterdam, per la modesta cifra di $133 milioni, e lo unisce con Active Hotels, che aveva sede a Cambridge, in Inghilterra. Quest’ultimo era stato acquisito circa 10 mesi prima, al prezzo di $161 milioni.

Booking.com e Active Hotels hanno evitato il merchant model in favore di un modello di vendita al dettaglio, o tramite agenzia, sostituendo la complessità con la semplicità e l’efficienza.

Utilizzando il sito extranet di Booking.com, gli hotels potevano impostare le loro tariffe ed il numero di camere da inserire, ed incassare il pagamento direttamente dagli ospiti. Le commissioni di Booking.com partivano dal 12%, invece del 25%-30% applicati dalle altre OTA, che oltretutto prevedevano tempi molti lunghi per inviare i pagamenti agli hotels.

Cosa molto importante, la extranet di Booking.com aveva un pulsante di anteprima che permetteva agli hotels di visualizzare come la loro proprietà sarebbe apparsa nei risultati di ricerca di Booking.com, se fossero stati disposti a pagare una commissione più alta.

Gratificazione istantanea, per così dire.

E il pulsante di anteprima semplificava subito il processo, cancellando tutte le difficili discussioni con le altre OTA per le tariffe e per accedere ad un posizionamento migliore sulle pagine.

Expedia, la principale OTA in competizione con Booking.com, in questi anni ha cercato di recuperare, essendo stata messa un po’ fuori gioco da Booking.com. Expedia ha infatti acquisito l’italiana Venere, che utilizza un modello di agenzia, nel 2008.

Ma come fa Booking.com ad avere così tanto successo con commissioni, relativamente modeste, del 12%-15%?

Se si guarda agli hotels indipendenti, Booking.com ha le disponibilità migliori, anche nei mercati terziari, questo per via di una offerta molto ampia e perché può investire nel marketing per i motori di ricerca in quanto i tassi di conversione delle sue pagine battono ampiamente la concorrenza.

E si dice anche che Booking.com sia uno dei principali inserzionisti di Google.

Come ha detto un funzionario di un noto motore di ricerca, parlando di Booking.com: “Ci riescono e basta. La portata e la velocità con cui riescono a farlo è davvero incredibile.”

O come ha detto un altro funzionario: “Il marketing digitale è nel loro DNA.”

I links di AdWords sponsorizzati da Booking.com appaiono spesso in cima a pagine di Google grazie ai prezzi offerti per i links e ai punteggi di qualità, e quindi Booking.com riesce bene a convertire le proprie pagine, che sono visibili in 41 lingue diverse.

Per esempio, se cerchi degli hotels a Tolosa, in Francia, la landing page di Booking.com mostra una mappa ben posizionata oltre a tutte le caratteristiche per favorire la conversione.

Presta attenzione a tutti i diversi messaggi che indirizzano alla conversione su una pagina tipica di Booking.com:

Schermata di booking.com per gli hotels di Tolosa

“Tolosa è molto richiesta nelle date che hai selezionato, quindi i prezzi potrebbero essere più alti del solito. Suggerimento: Prova a selezionare date diverse, se è possibile.”

“Ultima prenotazione 41 minuti fa.”

Scritto in caratteri verdi, puoi vedere che un hotel è “disponibile”, che il costo è di  US$201.13, e che c’è la “CANCELLAZIONE GRATUITA”.

Il messaggio, anche se non esplicito, è di sbrigarsi a prenotare  la camera: “Ultima occasione! Solo 1 rimasta.”

Quando selezioni una proprietà, vedrai subito il prezzo di un particolare tipo di camera, la tariffa più bassa di Booking.com in verde ed un pulsante “Prenota adesso”, con una frase sotto che dice, “ci vogliono solo 2 minuti”.

Puoi andare avanti a lungo ad esaminare tutte le modalità con cui Booking.com riesce a trasformare i visitatori in acquirenti, compreso il “filtro collaborativo”, introdotto da Amazon.

Per esempio, sul fondo della pagina di un hotel, si vede un box titolato: “I clienti che hanno visitato Novotel Toulouse Centre Wilson, hanno visto anche,” con sotto indicati gli altri hotels che potrebbero interessare il visitatore.

Su tutto il web e sui siti mobili, è chiaramente visibile come tutte le OTA cerchino di imitare le tecniche di Booking.com

L’unica dubbio è che forse è già troppo tardi.