Cinque trends importanti della distribuzione alberghiera

International Society of Hospitality ConsultantsLa rapida evoluzione del panorama della distribuzione è stato un punto focale durante un panel della Conferenza Annuale della International Society of Hospitality Consultants che si è tenuta a Settembre di quest’anno.

Durante la conferenza, John Burns di Hospitality Technology Consulting ha condiviso 5 trend chiave a cui gli albergatori devono prestare attenzione.

1.       Cambiamenti nelle strategie delle OTA

“Le agenzie di viaggi online continuano ad adattarsi molto velocemente. Sono state rapide ad adottare la tecnologia opaca e adesso sono altrettanto veloci ad adottare le vendite flash,” dice Burns.

In più, si stanno rapidamente adattando al modello di agenzia, con il quale gli ospiti pagano direttamente in hotel al check-out, e non più in anticipo alle OTA come accadeva in precedenza.

Questo modello è stato introdotto da Booking.com ed ha avuto un incredibile successo in Europa e ora si sta infiltrando anche nel mercato americano, dice Burns. Expedia è stata la prima grande OTA americana a introdurre il programma Travel Preference, che permette ai clienti di scegliere tra il modello agenzia (pagare al check-out) e il merchant model (pagare alla prenotazione).

“Sarà interessante vedere come questo modello viene introdotto ed accettato,” ha detto.

2. Controllo sulle commissioni e sulle condizioni

Gli albergatori hanno iniziato a mettere un freno alle eccessive commissioni e condizioni nei loro contratti con le OTA, dice Burns.

La maggior parte degli accordi con i brand sono per commissioni sotto il 15%, mentre la maggior parte degli hotels indipendenti paga commissioni del 20%. Questo dato segna una effettiva diminuzione delle commissioni rispetto agli anni scorsi, dove potevano arrivare anche al 25% e oltre.

Gli albergatori sono soddisfatti? Non proprio, dice Burns.

“Le OTA sono delle buone affariste. Riconoscono la vulnerabilità del settore alberghiero durante i periodi di crisi,” dice, ed è proprio in quel momento che si fanno avanti con i contratti, l’accesso preferenziale all’inventario e gli accordi per più anni.

I rappresentati delle OTA spesso cercano anche di non trattare direttamente con il management di un brand, ma di rivolgersi direttamente alle proprietà dove i proprietari e gli operatori potrebbero non essere altrettanto informati, dice Burns.

“Spesso siamo troppo disponibili,” dice. “ Quando trattiamo con le OTA dobbiamo anche potere dire di no.”

3. La possibile fine della Parity Rate

Introdotta dall’industria alberghiera, la parity rate era inizialmente vista come un modo per assicurarsi che il canale online del brand non venisse minacciato da tariffe scontate di terze parti.

Ma le OTA si sono impossessate di questa strategia per fare in modo che il canale online del brand non avesse le tariffe più basse, ed avere quindi un campo di gioco completamente neutro.

Adesso, questa pratica è sotto attento scrutinio e presto potrebbe cessare di esistere, dice.

“La parità di tariffa è sotto attento esame legale in USA e in Gran Bretagna… perché potrebbe essere considerata un modo per prefissare dei prezzi,” dice “ Non si sa ancora come evolverà la situazione, se questo esame proseguirà e se le cose cambieranno.”

4. Una migliore fruizione del sistema

La tecnologia ha fatto un lavoro fantastico nel fornire agli albergatori sistemi sofisticati per il proprio business, ha detto Burns. Ma parecchie – se non la maggior parte – delle capacità di questi sistemi non vengono sfruttate.

“Molti operatori non le conoscono. Non hanno ricevuto un training. E questo va a detrimento delle aziende alberghiere, che perdono grandi opportunità,” dice Burns.

Ma la formazione non è la risposta. Non c’è tempo, denaro o interesse a formare gli impiegati di front desk per spiegare loro, ad esempio, tutte le dettagliate e complesse capacità di un sistema di prenotazioni centralizzato.

Secondo Burns bisognerebbe ripensare i sistemi utilizzati dallo staff. Ogni sistema dovrebbe essere semplice come Google. Il gigante dei motori di ricerca ci ha dato una semplice schermata che ci apre ad un mondo di incredibili possibilità.

La buona notizia, nota Burns, è che molti fornitori hanno capito questa esigenza e stanno cominciando ad offrire soluzioni più intuitive per l’industria alberghiera.

5. L’unione fra la distribuzione e il revenue management

“ Le attività di distribuzione stanno diventando sempre più di competenza dei revenue managers,” dice Burns.

Mentre prima queste discipline erano separate, oggi gli albergatori capiscono come e perché queste attività si sovrappongono ed i benefici che se ne possono trarre.

“Alla fine, questo è positivo. Stiamo mettendo insieme le cose.”

Fonte Articolo: HotelNewsNow, Immagine: Hospa

Stai notando altre importanti tendenze nella distribuzione alberghiera? Condividi le tue opinioni con i lettori di promozione albergo commentando l’articolo qui sotto!

Come Booking.com ha sbaragliato la concorrenza ed ha fatto cambiare “religione” a tutte le altre OTA

Con un portafoglio in continua crescita e che oggi conta circa 226.100 hotels, Booking.com continua a vivere una  crescita fenomenale, sbaragliando la concorrenza. Ma come ci riesce?

I dirigenti di Priceline, che controlla Booking.com, affermano che aver mantenuto lo stesso management motivato e capace, aver lasciato che il brand operasse autonomamente, e aver fornito a Booking.com con  un’ampia base di hotels, ha contribuito alla crescita e al successo dello stesso.

Ma qual è l’ingrediente segreto e come ha fatto Booking.com a raggiungere così efficacemente i suoi obiettivi?

Per capirlo, e per capire l’invidia provata negli uffici di Expedia, Travelocity e Orbitz Worldwide, bisogna tornare alla metà dello scorso decennio.

In quel periodo, le più importanti agenzie statunitensi di viaggi on line stavano prestando una eccessiva attenzione al merchant model, e a tutte le sfaccettature dei margini, ed erano in guerra con gli hotels su questioni come il controllo, lo standard dei brand, la parità di tariffa e le disponibilità delle camere.

I negoziati tra le catene e le proprietà alberghiere, da un lato, e gestori delle OTA dall’altro, erano diventati sempre più faticosi, litigiosi e complessi. Per gli hotels era diventato difficile mantenere la parità di tariffa  e ed ottenere il posizionamento preferito nell’elenco dei risultati di ricerca delle OTA, tutto ciò portava a lunghe discussioni e complicazioni dal punto di vista operativo.

L’anno 2005 fu un punto di svolta.

Travelocity, sempre focalizzato sul merchant model, nel luglio del 2005 acquistò l’inglese lastminute.com per una cifra record di $1.174 miliardi, concentrandosi poi quasi esclusivamente sulla integrazione dei siti di sua proprietà e rimanendo indietro su tutto il resto.

Nel Febbraio del 2005 Cendant aveva deciso di acquisire la OTA pan-europea ebookers per la cifra di $404 milioni, alla fine divenne tutto parte di Orbitz Worldwide. Ma solamente sei o sette anni dopo, ebookers cominciò a fare qualche progresso.

Expedia, che già aveva tra i suoi brand hotels.com (con il suo merchant model), si accontentò di una crescita organica nel settore alberghiero.

E proprio in luglio del 2005 Priceline compra Booking.com, con sede ad Amsterdam, per la modesta cifra di $133 milioni, e lo unisce con Active Hotels, che aveva sede a Cambridge, in Inghilterra. Quest’ultimo era stato acquisito circa 10 mesi prima, al prezzo di $161 milioni.

Booking.com e Active Hotels hanno evitato il merchant model in favore di un modello di vendita al dettaglio, o tramite agenzia, sostituendo la complessità con la semplicità e l’efficienza.

Utilizzando il sito extranet di Booking.com, gli hotels potevano impostare le loro tariffe ed il numero di camere da inserire, ed incassare il pagamento direttamente dagli ospiti. Le commissioni di Booking.com partivano dal 12%, invece del 25%-30% applicati dalle altre OTA, che oltretutto prevedevano tempi molti lunghi per inviare i pagamenti agli hotels.

Cosa molto importante, la extranet di Booking.com aveva un pulsante di anteprima che permetteva agli hotels di visualizzare come la loro proprietà sarebbe apparsa nei risultati di ricerca di Booking.com, se fossero stati disposti a pagare una commissione più alta.

Gratificazione istantanea, per così dire.

E il pulsante di anteprima semplificava subito il processo, cancellando tutte le difficili discussioni con le altre OTA per le tariffe e per accedere ad un posizionamento migliore sulle pagine.

Expedia, la principale OTA in competizione con Booking.com, in questi anni ha cercato di recuperare, essendo stata messa un po’ fuori gioco da Booking.com. Expedia ha infatti acquisito l’italiana Venere, che utilizza un modello di agenzia, nel 2008.

Ma come fa Booking.com ad avere così tanto successo con commissioni, relativamente modeste, del 12%-15%?

Se si guarda agli hotels indipendenti, Booking.com ha le disponibilità migliori, anche nei mercati terziari, questo per via di una offerta molto ampia e perché può investire nel marketing per i motori di ricerca in quanto i tassi di conversione delle sue pagine battono ampiamente la concorrenza.

E si dice anche che Booking.com sia uno dei principali inserzionisti di Google.

Come ha detto un funzionario di un noto motore di ricerca, parlando di Booking.com: “Ci riescono e basta. La portata e la velocità con cui riescono a farlo è davvero incredibile.”

O come ha detto un altro funzionario: “Il marketing digitale è nel loro DNA.”

I links di AdWords sponsorizzati da Booking.com appaiono spesso in cima a pagine di Google grazie ai prezzi offerti per i links e ai punteggi di qualità, e quindi Booking.com riesce bene a convertire le proprie pagine, che sono visibili in 41 lingue diverse.

Per esempio, se cerchi degli hotels a Tolosa, in Francia, la landing page di Booking.com mostra una mappa ben posizionata oltre a tutte le caratteristiche per favorire la conversione.

Presta attenzione a tutti i diversi messaggi che indirizzano alla conversione su una pagina tipica di Booking.com:

Schermata di booking.com per gli hotels di Tolosa

“Tolosa è molto richiesta nelle date che hai selezionato, quindi i prezzi potrebbero essere più alti del solito. Suggerimento: Prova a selezionare date diverse, se è possibile.”

“Ultima prenotazione 41 minuti fa.”

Scritto in caratteri verdi, puoi vedere che un hotel è “disponibile”, che il costo è di  US$201.13, e che c’è la “CANCELLAZIONE GRATUITA”.

Il messaggio, anche se non esplicito, è di sbrigarsi a prenotare  la camera: “Ultima occasione! Solo 1 rimasta.”

Quando selezioni una proprietà, vedrai subito il prezzo di un particolare tipo di camera, la tariffa più bassa di Booking.com in verde ed un pulsante “Prenota adesso”, con una frase sotto che dice, “ci vogliono solo 2 minuti”.

Puoi andare avanti a lungo ad esaminare tutte le modalità con cui Booking.com riesce a trasformare i visitatori in acquirenti, compreso il “filtro collaborativo”, introdotto da Amazon.

Per esempio, sul fondo della pagina di un hotel, si vede un box titolato: “I clienti che hanno visitato Novotel Toulouse Centre Wilson, hanno visto anche,” con sotto indicati gli altri hotels che potrebbero interessare il visitatore.

Su tutto il web e sui siti mobili, è chiaramente visibile come tutte le OTA cerchino di imitare le tecniche di Booking.com

L’unica dubbio è che forse è già troppo tardi.

Le stanze d’albergo meno accoglienti sono riservate alle OTA?

Le possibilità che un viaggiatore finisca per alloggiare in una stanza poco accogliente, aumentano quando prenota attraverso un OTA, dice il Wall Street Journal. Lo stesso si può dire per molti extra come il Wi-fi o l’acqua in bottiglia che possono non essere inclusi quando si prenota su siti esterni.

Le possibilità di finire in una stanza poco accogliente aumentano se prenoti tramite una OTA, dice Bjorn Hanson, rettore del Tisch Center for Hospitality, Tourism, and Sports Management di New York. Questo comprende il rischio di essere alloggiati in stanze vicino al montacarichi, all’ascensore di servizio o in zone soggette a ristrutturazione. Le agenzie online controbattono dicendo che i loro contratti prevedono un trattamento eguale per tutti i clienti.

Molti extra, come il Wi-fi o l’acqua in bottiglia possono non essere inclusi quando si prenota su siti terzi. Alcuni hotels arrivano a non concedere i punti fedeltà (come invece fanno con i clienti diretti), dice Tim Winship, editore di  FrequentFlier.com, un sito di consigli sui programmi fedeltà. Le agenzie online hanno risposto offrendo i propri programmi fedeltà. Hotels.com offre una notte gratuita in oltre 85.000 hotels ai clienti che prenotano 10 notti.  Mentre altri lavorano direttamente con gli hotels per offrire vantaggi.

Fonte Articolo: HotelMarketing

Tu cosa ne pensi? E’ una pratica che utilizzi anche tu? Pensi sia etico riservare un trattamento differente ai clienti OTA oppure no? Dicci pure cosa ne pensi nei commenti di seguito! Grazie 

Hotels vs OTA: la guerra degli annunci sponsorizzati. E’ il momento di scegliere la tua strategia difensiva!

Come fanno le OTA o gli Intermediari a prendersi i tuoi clienti sul web?

PARTE 1: Il problema

In Europa, gli hotels con marchio registrato possono impedire agli intermediari di utilizzare il nome del loro brand su Google Adwords. Facendo così, più utenti finiranno direttamente sul loro sito web. Nonostante i vantaggi, gli hotels indipendenti non fanno quanto necessario per beneficiare di questa possibilità.

Pensavi di essere in cima alla lista dei risultati? Prima di te ci sono altri.

Il tuo posizionamento in cima alla lista è a malapena visibile.

Anche se il sito web ufficiale si trova al primo posto nella lista dei risultati cosiddetti naturali o “organici”, ci possono essere fino a tre links sponsorizzati sopra o di fianco al tuo posizionamento.

Google lavora costantemente per rendere gli annunci pubblicitari più visibili, a detrimento dei risultati naturali di ricerca, quindi la situazione può solo peggiorare.

Tu stai pagando per la loro pubblicità.

Investire nel pay per click sul nome per l’hotel è una cosa piuttosto profittevole per le OTA. Quello che tu paghi in commissioni al loro costa circa €0.30, che è il prezzo medio applicato da Google per ogni click sui links sponsorizzati. Quindi spendono davvero molto, e sono gli investitori da cui Google trae più profitti. Dollari spesi su Google nel 2011:

  • Booking.com: 40.4 milioni di $
  • Expedia: 28.9 milioni di $

Il paradosso:

Tu paghi commissioni altissime alle OTA, le OTA spendono per gli annunci su Google,

…. per apparire davanti a te nei risultati di ricerca e attirare gli utenti che stavano cercando il tuo sito.

Un buon intermediario ti porta dei NUOVI clienti.

Parliamo di questo possibile cliente:

ci riferiamo alla persona che ti sta cercando, usando il tuo nome o il tuo brand: in qualche modo questa persona sa già della tua esistenza e sta cercando maggiori informazioni.

Hai quasi vinto la battaglia. Il tuo sito web dovrebbe essere la destinazione logica (dove l’utente ti trova) per poi completare una prenotazione.

Sicuramente il tuo sito web deve essere attraente, convincente e offrire il meglio, non solo in termini di informazioni, fotografie e contenuti, ma anche per quanto riguarda il prezzo e la facilità di prenotazione.

Non ci stiamo riferendo alle persone che fanno ricerca in base alla località:

Quelli che cercano un hotel nella tua città, non sanno della tua esistenza. Sono ad un stadio di acquisto antecedente.

PARTE 2:  Le Tue Possibilità

Prima Possibilità: Fai annunci anche tu

Ormai succede sempre più spesso. Le catene alberghiere e gli hotels indipendenti più avanzati hanno ormai accettato la necessità di dover investire per pubblicizzare il loro sito web, così come pagano gli intermediari.

L’investimento ha un buon ritorno, misurabile accuratamente e soprattutto accettabile nella maggior parte dei casi, perché sicuramente inferiore ai costi applicati dagli intermediari, di cui abbiamo già parlato tempo fa.

Google stabilisce i prezzi degli annunci basandosi sul numero di aziende disposte a pagare, compresi gli intermediari con cui lavori. La competizione viene creata con le offerte.

Hai cominciato di recente a lavorare con nuovi intermediari per combattere la crisi? E’ bene che tu sappia che questo ha un effetto negativo su Adwords: rendono gli annunci per nome più costosi, inclusi quelli realizzati da te, senza portarti davvero nuova domanda:

Seconda Possibilità: impedisci la pubblicazione di annunci in modo amichevole

Fai attenzione ai contratti che firmi con gli intermediari. Di solito includono clausole tipo questa :

    “Pooking.com” ed i sui affiliati hanno il diritto, per scopi promozionali, di merchandise e di recezione delle prenotazioni, di utilizzare il nome, il logo, i marchi dell’hotel e le foto del sito web.

O anche questa:

“Espiria” ha il diritto di promuovere l’hotel usando il suo nome, allo scopo di effettuare marketing online, compreso marketing tramite email e pubblicità pay per click (PPC).

Devi evitare queste clausole e chiedere di modificare il contratto in modo da riservarti il diritto di non concedere determinati usi del tuo nome.

Sei già rimasti incastrato dal contratto?

Allora prova a chiedere in modo gentile. Contatta i tuoi intermediari. E’ importante che sappiano che sei deciso e conosci le regole.

Per evitare i ritardi e lo scambio di email inutili, ti consigliamo, quando fai la richiesta, di fornire tutte le informazioni possibili oltre a 2-3 schermate con esempi chiari. Qualcosa come:

Ai responsabili di Pooking.com

Vi saremmo molto grati se voleste interrompere la pubblicazione di annunci di Adword per ricerche che utilizzano il nome del nostro hotel.

Questa pratica non è in accordo con l’articolo 1 delle “fair practices” in merito alla distribuzione online e pubblicate dalla European Association of Hotels. Siamo certi che una società con il vostro livello di prestigio, capirà bene l’importanza di rispettare queste norme che potete leggere nella documentazione qui allegata.

Cordialmente,

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Le possibili risposte

Noterai subito le differenze tra gli intermediari in base alle loro risposte:

“Sì”. Sono quelli che, anche se non gradiscono, comunque capiscono il tuo punto di vista e daranno seguito alla tua richiesta. Di solito sono la minoranza, ma sono quelli più seri e più professionali. Secondo la nostra esperienza è il caso di Booking.com (ma non é sempre cosi’..)

“No”. Sono quelli che non concordano con te e ti rispondono in modo vago o adducono scuse assurde, facendo notare che hai firmato un contratto vincolante.

Ti ignorano. Non ti rispondono neppure, pensando che smetterai di chiedere e ti dimenticherete della cosa.

E quando ricevi una risposta come quella qui sotto?

Gentile cliente,

grazie per le schermate che ci ha inviato. Vediamo che ci sono annunci sponsorizzati anche da altre aziende. Non possiamo pertanto fare nulla in merito, in quanto non si tratta solamente di noi.

Cordiali saluti (testo di risposta realmente inviato)

Puoi chiedere che smettano di fare pubblicità per un periodo di tempo (4-6 settimane) in modo da avere il tempo di contattare tutti gli intermediari e chiedere la stessa cosa. E’ faticoso continuare ad insistere, ma forse alla fine risolverai il problema.

Ricordati anche che non puoi pretendere nulla. Hai firmato un contratto. Al momento del rinnovo del contratto potrai chiedere le necessarie modifiche al testo.

Pubblicità da parte di canali con cui non hai stipulato contratti

E’ una situazione abbastanza comune, causata dall’ignoranza e dal caos che si sono generati nel settore. Devi cercare di correggerla allo stesso modo, anche se hai meno mezzi a disposizione. E’ meno problematico del caso precedente perché per queste aziende è molto più difficile avere un ritorno dell’investimento con margini bassi. Questi sono 3 differenti casi:

1. Siti web che fanno annunci usando il tuo nome /marchio offrendo stanze e conferme di prenotazione

Galahotels.com? Sta vendendo il tuo hoteI e tu non sai chi sia? Sono affiliati o intermediari di qualche OTA con cui lavori. Booking.com o Expedia ne hanno a centinaia. Scopri chi c’è dietro, magari fai una finta prenotazione che poi puoi cancellare. E poi contatta l’intermediario con cui lavori.

2 Siti web che pubblicizzano il tuo nome / marchio e non offrono prenotazioni, ma servizi come comparazione dei prezzi e recensioni.

Trivago, Kayak, Tripadvisor… non vendono direttamente, ma mettono in collegamento con dozzine di siti web intermediari che caricano le solite commissioni molto alte. Si comportano come affiliati anche se tecnicamente non lo sono.

Chiedi direttamente che smettano di farlo.

Sicuramente riceverai risposte del tipo: “Il vostro hotel è su internet e quindi abbiamo il diritto di pubblicizzarlo.”

Poiché non lavori direttamente con loro, la soluzione non è semplice. Guardando come trattano gli hotels, è chiaro che applicano politiche differenti. Ci sono hotels per cui fanno chiaramente delle eccezioni (fanno annunci generici o smettono proprio di fare annunci), mentre per altri non si fanno nessuno scrupolo ed utilizzano direttamente il nome.

3 Siti web che offrono un prodotto che non è il tuo hotel, ma utilizzano nome, marchio o foto del tuo hotel (è proibito dalla legge. Non approfondiamo ora l’argomento, ma è importante che vi mettiate subito in contatto per farli smettere e, se non dovesse funzionare, dovete passare alle vie legali).

Terza Possibilità: Bloccare direttamente gli annunci

Estratto delle politiche di Adwords:

    “Google riconosce l’importanza dei marchi commerciali. I termini e le condizioni di AdWords proibiscono la violazione dei diritti di copyright. Gli inserzionisti sono pertanto responsabili delle parole chiave e dei testi che utilizzano negli annunci.”

Pertanto, qualsiasi attività commerciale titolare di marchi registrati ha il diritto di notificare a Google e proibire l’uso del proprio marchio in annunci a pagamento.

Questo include tutti i casi di cui abbiamo parlato e cioè gli intermediari, gli affiliati, i siti di comparazione dei prezzi, i siti di recensioni. Sono tutti considerati allo stesso modo.

Come chiedere a Google di smettere di pubblicare annunci utilizzando il mio marchio

Prima di tutto devi registrare il nome dell’hotel.

Poi compilare la richiesta a questo link: https://services.google.com/inquiry/aw_tmcomplaint?hl=enn

Fai bene attenzione:

compila il modulo a nome del proprietario del marchio o in presenza della società che possiede il marchio.

Assicurati che il nome della società coincida con quello della azienda che ha registrato il marchio.

Il nome commerciale deve essere “denominativo” e non “misto” o “grafico” o non ti sarà permesso di andare avanti.

Se utilizzi AdWords per fare annunci per il tuo sito ufficiale, allora avrai un customer ID di Google. L’ID sarà qualcosa come: 123-456-7890. Se non fornisci questa informazione, corri il rischio di bloccare anche i tuoi annunci.

In “Entità Autorizzate” scrivi i nomi delle aziende (con i loro customer ID) a cui vuoi dare l’autorizzazione per creare Adwords.  Google ti contatterà per rispondere alla richiesta.

Tutte le aziende e le persone che fanno annunci Adwords utilizzando il tuo marchio registrato riceveranno un avviso da Google per informarli che le loro campagne pubblicitarie sono state congelate perché stanno utilizzando un marchio registrato.

PARTE TERZA: Che cosa riuscirai ad ottenere

Avrai solo pubblicità generica: inevitabile, ma poco dannosa.

Google mostra gli annunci basandosi sulle parole scritte da un utente …. Ogni singola parola.

Puoi impedire alla pubblicità di apparire  quando un utente cerca il tuo nome o un testo che include il vostro nome, ma non puoi fare nulla per la pubblicità che appare in seguito alle altre parole utilizzate per la ricerca.

Anche se non puoi evitare questo tipo di annunci, hanno comunque meno efficacia perché pubblicizzano hotels in una località particolare e non un hotel specifico ricercato da un utente.

Questo annuncio di Booking.com non appare perché è stato cercato “mandarin”, ma piuttosto per le parole “hotel” e “barcelona”. Nota come l’annuncio non include riferimenti a “mandarin”. Evidentemente è stato proibito.

Quando hai ottenuto questo, ci saranno i seguenti benefici:

Senza annunci di intermediari avrai la massima visibilità quando un utente ricerca il vostro hotel.

Se l’offerta per l’annuncio su Google viene effettuata solo dal tuo sito web, potrai continuare tranquillamente a fare pubblicità (finalmente, ci sei soltanto tu).

Gli annunci saranno molto più economici perché non ci saranno altri offerenti.

Ti distanzi dagli intermediari e dai concorrenti, spingendoli in fondo alla pagina dei risultati.

Fonte Articolo: HoteleMarketer

Immagine: Dolphin SRL[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

Hotel Tonight inizia l’invasione europea, subito con Londra

L’app di Hotel Tonight sta compiendo un passo da gigante. A partire da Mercoledì a mezzogiorno ora locale, gli utentiHotel Tonight London iOS e Android potranno utilizzare l’app per la prima volta per prenotare una stanza d’albergo a Londra – giusto in tempo per i Giochi Olimpici del mese prossimo. Mentre l’app è disponibile per prenotazioni alberghiere last minute in 40 città statunitensi e recentemente si è estesa a Vancouver e Toronto, il debutto a Londra è il primo passo della giovane azienda nel mercato europeo dei viaggi.

L’azienda ha segnalato di avere gli occhi puntati su Londra dopo aver annunciato l’apertura di un ufficio in città ad Aprile, e ha reso chiare le sue ambizioni per tutta l’Europa – e oltre – due settimane fa quando ha ricevuto un finanziamento di circa $23 milioni.

Martedì, in una intervista telefonica da Londra, il CEO Sam Shank mi ha detto perché questa città è stata la prima sulla sua lista quando ha pensato all’espansione verso l’Europa.

“È un paese di madrelingua inglese, ci sono molti viaggiatori verso gli Stati Uniti, quindi c’è una grande domanda. E stiamo già lavorando con i gruppi alberghieri con proprietà negli Stati Uniti che richiedevano la presenza di Hotel Tonight a Londra”, ha detto. “E ha tante caratteristiche di alcune delle nostre città statunitensi di maggior successo, è simile a New York sotto molti aspetti.”

E questo è promettente, dice, perché New York City rappresenta uno dei mercati di maggior successo dell’azienda, assieme a San Francisco, Chicago e Boston.

Sforzi di localizzazione

Hotel Tonight si sta tuffando anche nella scena tecnologica di Londra che sta crescendo: il suo ufficio – che attualmente ha due impiegati ma presto si espanderà – si trova nel centro tecnologico del quartiere Shoreditch. L’ufficio di Londra svolgerà la funzione di piattaforma di lancio per l’eventuale espansione dell’azienda nel continente europeo.

Tale sforzo sarà supervisionato da Heather Leisman, che è appena stato assunta da Hotel Tonight come direttore amministrativo per l’Europa. Leisman ha recentemente lasciato la Jetsetter, la filiale di Gilt Groupe che tratta le offerte di viaggi di lusso, dove si occupava della fornitura e le operazioni. “Lei è semplicemente ben collegata nel settore dei viaggi”, dice Shank.

La lista di lancio dell’app di Hotel Tonight contenente gli alberghi londinesi è piccola e curata con attenzione – che è il modo di fare dell’azienda. Come in altre città, gli alberghi sono stati scelti parzialmente in base alle recensioni sui siti dei consumatori come Yelp e Trip Advisor, e anche recensioni editoriali e recensioni da parte della concorrenza.

“Chiediamo [fusion_builder_container hundred_percent=”yes” overflow=”visible”][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][ad altri alberghi] assieme a chi desiderano essere associati”, ha spiegato Shank. “Anche se sono concorrenti, desiderano essere associati ad altri alberghi dello stesso livello di qualità.”

Nel caso di Londra, la selezione degli alberghi è focalizzata sul soggiorno di lusso: Belgraves, Blakes Hotel London, St. Martins Lane London, Il Langham e Il Cadogan.

Hotel Tonight ha la sede principale a San Francisco ed è stata avviata nei primi mesi del 2011. Ad oggi la sua app è stata scaricata due milioni di volte.

Fonte Articolo: GigaOm

Immagini: HotelChatter & AppAdvice[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]