“Puntare tutto sul locale”: Si può perdere la battaglia degli annunci PPC (pay per click), ma non la guerra online!

Se avete mai effettuato una ricerca su Google, sicuramente l’avete visto: quel piccolo riquadro in cima alla lista dei risultati che contiene i links “sponsorizzati”, e che bisogna superare scorrendo verso il basso per visualizzare gli effettivi risultati di ricerca.

Per quanto riguarda gli hotels, per esempio, anche i siti web di brand molto conosciuti finiscono per apparire dopo gli intermediari, i quali usano le commissioni ottenute dalle prenotazioni per mantenere la loro posizione marketing dominante.

Nel caso di ricerche con argomento i viaggi, le agenzie di viaggio online come Expedia e Booking.com (di Priceline) dominano la zona dei links sponsorizzati – che viene determinata con offerte per la pubblicità pay per click attraverso servizi come AdWords, il meccanismo ideato da Google per il sistema pay per click – e questo modello sembra ormai consolidato. Quindi, secondo gli osservatori del mercato, la prima cosa da capire è che si tratta di una battaglia persa in partenza.

Gli annunci PPC “sono un campo di battaglia davvero tosto, perché ci sono davvero troppe variabili per cui dire, ‘Ok, questa parola chiave andrà a generare traffico ’, e gettarsi in una guerra all’offerta più alta. Onestamente, vinceranno le OTA,” dice Paul Wood, VP revenue management per il Greenwood Hospitality Group. “ Il motivo è che il loro modello funziona in questo modo, e noi, come industria alberghiera, abbiamo permesso loro di farlo per troppo tempo. Adesso anche Google si è gettato nella mischia e ovviamente ha già un ruolo importante, è entrato in questo mercato specificatamente per competere,” continua Wood. “Come albergatori indipendenti o anche come aziende alberghiere è davvero difficile riuscire a superare questi colossi.”

Priceline, Orbitz, Travelocity e Expedia, sebbene contattati, non hanno rilasciato commenti su questo argomento.

Strategie PPC Alternative

Provare ad aggirare l’ostacolo piuttosto che prenderlo di petto, Wood ha raccontato che l’ultimo approccio di Greenwood verso i PPC è puntare tutto sul locale. Per esempio, lo staff ricerca, tramite associazioni locali e uffici turistici, tutti gli eventi relativi ad uno specifico mercato  per poi concentrarsi su termini specifici e puntare su quelli. Hanno anche avuto successo nell’isolare alcuni aspetti culinari delle loro proprietà per il marketing PPC, utilizzando anche specifici termini relativi alla cucina.

Utilizzare una modalità così personalizzata per attirare l’attenzione dei clienti online non è una cosa che fanno anche le OTA.

“Puoi crearti una vera nicchia utilizzando specifici termini chiave, se sai cosa succede nel tuo mercato. Le OTA non lavorano in questo modo,” dice Wood. “Non pensano ‘Caspita, all’inizio di luglio ci sarà il seminario medico della divisione Southwest’. Hanno degli enormi siti e non è solo nei PPC in cui hanno ottimi risultati organici– ma hanno anche degli indici di ricerca organica migliori – e questo è molto difficile da battere. Non si possono affrontare di petto. Bisogna trovare il percorso giusto.

Da un punto di vista degli annunci PPC, lo status quo non cambierà, almeno fintanto che le OTA avranno il denaro per superare i concorrenti. Quello che porterà cambiamenti – e anche fondamentale per tutto il mercato online in generale – è la direzione che ha preso Google, con i risultati di ricerca e tutte le sue altre attività.

Wood ipotizza che i cambiamenti recenti in Google siano solo l’inizio, a partire dall’implementazione del suo nuovo Google Penguin Updatealgoritmo Penguin nell’Aprile del 2012. L’aggiornamento del motore di ricerca mira a diminuire il posizionamento nel motore di ricerca di siti web che utilizzano tecniche black-hat di ottimizzazione come il keyword stuffing, il cloaking, la partecipazione a schemi di link e la creazione deliberata di contenuti duplicati.

“L’aggiornamento Penguin sta cambiando la dinamica di come viene determinata una ricerca, basandosi su riferimenti incrociati. Cambierà i risultati organici e le OTA dovranno a loro volta attuare delle modifiche per mantenersi al passo,” afferma Wood. “E con Google possono gestire le cose come vogliono e reindirizzare il traffico”.

L’ingresso di Google

Il motore di ricerca ha dei grandi progetti riguardo all’industria dei viaggi, secondo la portavoce di Google Sandra Heikkinen.

“Le ricerche di informazioni relative ai viaggi sono tra quelle maggiormente richieste. Stiamo facendo diverse innovazioni per mettere agli utenti di trovare risultati utili,” afferma Heikkinen. “L’industria dei viaggi online è molto competitiva, con diverse aziende che forniscono diverse soluzioni. Lavoreremo per continuare ad avere una partnership produttiva con quante più operatori possibili.”

Wood pensa che ci si stia muovendo nella direzione di un modello più esclusivo, dove, anziché raccogliere offerte da una miriade di siti web per un click a pagamento, Google si relazionerà invece direttamente con aziende specifiche (come gli hotel), per vendere la posizione migliore sulla pagina. Alla richiesta di commentare su questo punto, Heikkinen ha usato parole molto misurate.

“Il nostro scopo è aiutare le persone a raggiungere rapidamente il proprio intento, e possiamo farlo offrendo loro i risultati più rilevanti nel momento in cui effettuano la loro ricerca,” dice Heikkinen. “Fornire  questi risultati tramite AdWords implica gestire le offerte, ma questo è solo uno dei molteplici fattori coinvolti.”

Wood è convinto che il sistema AdWords alla fine scomparirà, una volta che un sistema più esclusivo prenderà piede. Questo significa che in futuro gli hotels non solo avranno un maggior controllo sul proprio posizionamento all’interno del motore di Google, ma potranno anche fare meno affidamento sulle OTA nei propri piani di marketing perché queste ultime non domineranno più il panorama degli annunci PPC.

“Se in questa situazione riusciremo ad avere maggiore controllo, come albergatori questo ci spingerà a scegliere Google come partner. Diremo, ‘Ok, OTA. Le cose stanno così. Continueremo a lavorare insieme, ma non penso che vi useremo più come prima. Perché ci dobbiamo concentrare su questo nuovo grande partner‘. Questo è quello che succederà. “ afferma Wood.

“Penso che il sistema PPC comincerà a scomparire nei prossimi due o tre anni. E’ l’evoluzione del mercato”.

Fonte Articolo: HotelNewsNow

Immagini: Sphitalia, BocoCreative

Hotels vs OTA: la guerra degli annunci sponsorizzati. E’ il momento di scegliere la tua strategia difensiva!

Come fanno le OTA o gli Intermediari a prendersi i tuoi clienti sul web?

PARTE 1: Il problema

In Europa, gli hotels con marchio registrato possono impedire agli intermediari di utilizzare il nome del loro brand su Google Adwords. Facendo così, più utenti finiranno direttamente sul loro sito web. Nonostante i vantaggi, gli hotels indipendenti non fanno quanto necessario per beneficiare di questa possibilità.

Pensavi di essere in cima alla lista dei risultati? Prima di te ci sono altri.

Il tuo posizionamento in cima alla lista è a malapena visibile.

Anche se il sito web ufficiale si trova al primo posto nella lista dei risultati cosiddetti naturali o “organici”, ci possono essere fino a tre links sponsorizzati sopra o di fianco al tuo posizionamento.

Google lavora costantemente per rendere gli annunci pubblicitari più visibili, a detrimento dei risultati naturali di ricerca, quindi la situazione può solo peggiorare.

Tu stai pagando per la loro pubblicità.

Investire nel pay per click sul nome per l’hotel è una cosa piuttosto profittevole per le OTA. Quello che tu paghi in commissioni al loro costa circa €0.30, che è il prezzo medio applicato da Google per ogni click sui links sponsorizzati. Quindi spendono davvero molto, e sono gli investitori da cui Google trae più profitti. Dollari spesi su Google nel 2011:

  • Booking.com: 40.4 milioni di $
  • Expedia: 28.9 milioni di $

Il paradosso:

Tu paghi commissioni altissime alle OTA, le OTA spendono per gli annunci su Google,

…. per apparire davanti a te nei risultati di ricerca e attirare gli utenti che stavano cercando il tuo sito.

Un buon intermediario ti porta dei NUOVI clienti.

Parliamo di questo possibile cliente:

ci riferiamo alla persona che ti sta cercando, usando il tuo nome o il tuo brand: in qualche modo questa persona sa già della tua esistenza e sta cercando maggiori informazioni.

Hai quasi vinto la battaglia. Il tuo sito web dovrebbe essere la destinazione logica (dove l’utente ti trova) per poi completare una prenotazione.

Sicuramente il tuo sito web deve essere attraente, convincente e offrire il meglio, non solo in termini di informazioni, fotografie e contenuti, ma anche per quanto riguarda il prezzo e la facilità di prenotazione.

Non ci stiamo riferendo alle persone che fanno ricerca in base alla località:

Quelli che cercano un hotel nella tua città, non sanno della tua esistenza. Sono ad un stadio di acquisto antecedente.

PARTE 2:  Le Tue Possibilità

Prima Possibilità: Fai annunci anche tu

Ormai succede sempre più spesso. Le catene alberghiere e gli hotels indipendenti più avanzati hanno ormai accettato la necessità di dover investire per pubblicizzare il loro sito web, così come pagano gli intermediari.

L’investimento ha un buon ritorno, misurabile accuratamente e soprattutto accettabile nella maggior parte dei casi, perché sicuramente inferiore ai costi applicati dagli intermediari, di cui abbiamo già parlato tempo fa.

Google stabilisce i prezzi degli annunci basandosi sul numero di aziende disposte a pagare, compresi gli intermediari con cui lavori. La competizione viene creata con le offerte.

Hai cominciato di recente a lavorare con nuovi intermediari per combattere la crisi? E’ bene che tu sappia che questo ha un effetto negativo su Adwords: rendono gli annunci per nome più costosi, inclusi quelli realizzati da te, senza portarti davvero nuova domanda:

Seconda Possibilità: impedisci la pubblicazione di annunci in modo amichevole

Fai attenzione ai contratti che firmi con gli intermediari. Di solito includono clausole tipo questa :

    “Pooking.com” ed i sui affiliati hanno il diritto, per scopi promozionali, di merchandise e di recezione delle prenotazioni, di utilizzare il nome, il logo, i marchi dell’hotel e le foto del sito web.

O anche questa:

“Espiria” ha il diritto di promuovere l’hotel usando il suo nome, allo scopo di effettuare marketing online, compreso marketing tramite email e pubblicità pay per click (PPC).

Devi evitare queste clausole e chiedere di modificare il contratto in modo da riservarti il diritto di non concedere determinati usi del tuo nome.

Sei già rimasti incastrato dal contratto?

Allora prova a chiedere in modo gentile. Contatta i tuoi intermediari. E’ importante che sappiano che sei deciso e conosci le regole.

Per evitare i ritardi e lo scambio di email inutili, ti consigliamo, quando fai la richiesta, di fornire tutte le informazioni possibili oltre a 2-3 schermate con esempi chiari. Qualcosa come:

Ai responsabili di Pooking.com

Vi saremmo molto grati se voleste interrompere la pubblicazione di annunci di Adword per ricerche che utilizzano il nome del nostro hotel.

Questa pratica non è in accordo con l’articolo 1 delle “fair practices” in merito alla distribuzione online e pubblicate dalla European Association of Hotels. Siamo certi che una società con il vostro livello di prestigio, capirà bene l’importanza di rispettare queste norme che potete leggere nella documentazione qui allegata.

Cordialmente,

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Le possibili risposte

Noterai subito le differenze tra gli intermediari in base alle loro risposte:

“Sì”. Sono quelli che, anche se non gradiscono, comunque capiscono il tuo punto di vista e daranno seguito alla tua richiesta. Di solito sono la minoranza, ma sono quelli più seri e più professionali. Secondo la nostra esperienza è il caso di Booking.com (ma non é sempre cosi’..)

“No”. Sono quelli che non concordano con te e ti rispondono in modo vago o adducono scuse assurde, facendo notare che hai firmato un contratto vincolante.

Ti ignorano. Non ti rispondono neppure, pensando che smetterai di chiedere e ti dimenticherete della cosa.

E quando ricevi una risposta come quella qui sotto?

Gentile cliente,

grazie per le schermate che ci ha inviato. Vediamo che ci sono annunci sponsorizzati anche da altre aziende. Non possiamo pertanto fare nulla in merito, in quanto non si tratta solamente di noi.

Cordiali saluti (testo di risposta realmente inviato)

Puoi chiedere che smettano di fare pubblicità per un periodo di tempo (4-6 settimane) in modo da avere il tempo di contattare tutti gli intermediari e chiedere la stessa cosa. E’ faticoso continuare ad insistere, ma forse alla fine risolverai il problema.

Ricordati anche che non puoi pretendere nulla. Hai firmato un contratto. Al momento del rinnovo del contratto potrai chiedere le necessarie modifiche al testo.

Pubblicità da parte di canali con cui non hai stipulato contratti

E’ una situazione abbastanza comune, causata dall’ignoranza e dal caos che si sono generati nel settore. Devi cercare di correggerla allo stesso modo, anche se hai meno mezzi a disposizione. E’ meno problematico del caso precedente perché per queste aziende è molto più difficile avere un ritorno dell’investimento con margini bassi. Questi sono 3 differenti casi:

1. Siti web che fanno annunci usando il tuo nome /marchio offrendo stanze e conferme di prenotazione

Galahotels.com? Sta vendendo il tuo hoteI e tu non sai chi sia? Sono affiliati o intermediari di qualche OTA con cui lavori. Booking.com o Expedia ne hanno a centinaia. Scopri chi c’è dietro, magari fai una finta prenotazione che poi puoi cancellare. E poi contatta l’intermediario con cui lavori.

2 Siti web che pubblicizzano il tuo nome / marchio e non offrono prenotazioni, ma servizi come comparazione dei prezzi e recensioni.

Trivago, Kayak, Tripadvisor… non vendono direttamente, ma mettono in collegamento con dozzine di siti web intermediari che caricano le solite commissioni molto alte. Si comportano come affiliati anche se tecnicamente non lo sono.

Chiedi direttamente che smettano di farlo.

Sicuramente riceverai risposte del tipo: “Il vostro hotel è su internet e quindi abbiamo il diritto di pubblicizzarlo.”

Poiché non lavori direttamente con loro, la soluzione non è semplice. Guardando come trattano gli hotels, è chiaro che applicano politiche differenti. Ci sono hotels per cui fanno chiaramente delle eccezioni (fanno annunci generici o smettono proprio di fare annunci), mentre per altri non si fanno nessuno scrupolo ed utilizzano direttamente il nome.

3 Siti web che offrono un prodotto che non è il tuo hotel, ma utilizzano nome, marchio o foto del tuo hotel (è proibito dalla legge. Non approfondiamo ora l’argomento, ma è importante che vi mettiate subito in contatto per farli smettere e, se non dovesse funzionare, dovete passare alle vie legali).

Terza Possibilità: Bloccare direttamente gli annunci

Estratto delle politiche di Adwords:

    “Google riconosce l’importanza dei marchi commerciali. I termini e le condizioni di AdWords proibiscono la violazione dei diritti di copyright. Gli inserzionisti sono pertanto responsabili delle parole chiave e dei testi che utilizzano negli annunci.”

Pertanto, qualsiasi attività commerciale titolare di marchi registrati ha il diritto di notificare a Google e proibire l’uso del proprio marchio in annunci a pagamento.

Questo include tutti i casi di cui abbiamo parlato e cioè gli intermediari, gli affiliati, i siti di comparazione dei prezzi, i siti di recensioni. Sono tutti considerati allo stesso modo.

Come chiedere a Google di smettere di pubblicare annunci utilizzando il mio marchio

Prima di tutto devi registrare il nome dell’hotel.

Poi compilare la richiesta a questo link: https://services.google.com/inquiry/aw_tmcomplaint?hl=enn

Fai bene attenzione:

compila il modulo a nome del proprietario del marchio o in presenza della società che possiede il marchio.

Assicurati che il nome della società coincida con quello della azienda che ha registrato il marchio.

Il nome commerciale deve essere “denominativo” e non “misto” o “grafico” o non ti sarà permesso di andare avanti.

Se utilizzi AdWords per fare annunci per il tuo sito ufficiale, allora avrai un customer ID di Google. L’ID sarà qualcosa come: 123-456-7890. Se non fornisci questa informazione, corri il rischio di bloccare anche i tuoi annunci.

In “Entità Autorizzate” scrivi i nomi delle aziende (con i loro customer ID) a cui vuoi dare l’autorizzazione per creare Adwords.  Google ti contatterà per rispondere alla richiesta.

Tutte le aziende e le persone che fanno annunci Adwords utilizzando il tuo marchio registrato riceveranno un avviso da Google per informarli che le loro campagne pubblicitarie sono state congelate perché stanno utilizzando un marchio registrato.

PARTE TERZA: Che cosa riuscirai ad ottenere

Avrai solo pubblicità generica: inevitabile, ma poco dannosa.

Google mostra gli annunci basandosi sulle parole scritte da un utente …. Ogni singola parola.

Puoi impedire alla pubblicità di apparire  quando un utente cerca il tuo nome o un testo che include il vostro nome, ma non puoi fare nulla per la pubblicità che appare in seguito alle altre parole utilizzate per la ricerca.

Anche se non puoi evitare questo tipo di annunci, hanno comunque meno efficacia perché pubblicizzano hotels in una località particolare e non un hotel specifico ricercato da un utente.

Questo annuncio di Booking.com non appare perché è stato cercato “mandarin”, ma piuttosto per le parole “hotel” e “barcelona”. Nota come l’annuncio non include riferimenti a “mandarin”. Evidentemente è stato proibito.

Quando hai ottenuto questo, ci saranno i seguenti benefici:

Senza annunci di intermediari avrai la massima visibilità quando un utente ricerca il vostro hotel.

Se l’offerta per l’annuncio su Google viene effettuata solo dal tuo sito web, potrai continuare tranquillamente a fare pubblicità (finalmente, ci sei soltanto tu).

Gli annunci saranno molto più economici perché non ci saranno altri offerenti.

Ti distanzi dagli intermediari e dai concorrenti, spingendoli in fondo alla pagina dei risultati.

Fonte Articolo: HoteleMarketer

Immagine: Dolphin SRL[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

Pubblicità su Tripadvisor: val la pena fare inserzioni con il “Mostra Prezzi”?

Mostra Prezzi TripadvisorDa più di 12 mesi WIHP lavora per promuovere la prenotazioni alberghiere dirette attraverso il pulsante Mostra Prezzi di Tripadvisor. Con centinaia di campagne per hotels in tutto il mondo, abbiamo  messo insieme una panoramica del servizio, statistiche e consigli per gli hotels che vogliono fare pubblicità su questo canale.

Il pulsante mostra prezzi apre, in una finestra pop up, il motore di prenotazione dell’hotel con date preselezionate, e/o altre finestre di OTA che vendono le stanze nello stesso albergo. Sia per l’hotel che per le OTA, le finestre pop up hanno un costo per click.

Quello che gli albergatori e gli inserzionisti devono capire è che questo pulsante è uno strumento di comparazione. Ma diversamente da altri strumenti di comparazione è più qualificato perché i potenziali clienti che lo utilizzano hanno letto le recensioni e sono quindi più intenzionati ad acquistare.

Per coloro che hanno letto gli articoli su ZMOT o il libro pubblicato da Google, è facile capire come Tripadvisor sia un punto cruciale della procedura che porta all’acquisto (Buying Funnel), l’ultimo passo prima che la prenotazione venga finalmente effettuata.

Tripadvisor e il ritorno dell’investimento (ROI)

Ci sono diversi punti di vista circa il ROI per gli annunci su Tripadvisor, alcuni dicono che questi ultimi sono costosi, altri che non ne vale la pena, etc. Ecco dei dati: nella nostra esperienza con centinaia di hotels il ROI è variato tra O fino a 54 volte il prezzo pagato. Con una media di 13 e 16 volte il prezzo pagato. La domanda giusta è: perché il ROI varia così tanto?

Ci sono diverse ragioni, che vanno dal posizionamento in classifica dell’hotel, alla qualità delle recensioni, dalla strategia applicata nelle tariffe fino alla popolarità dell’hotel nelle guide turistiche.  In questo articolo vedremo quali sono i punti principali per ottenere un buon ROI.

1. Il “Mostra Prezzi” di Tripadvisor è uno strumento di comparazione

Come potete immaginare, uno strumento di comparazione serve ai clienti per trovare la migliore tariffa/offerta. In alcuni casi gli hotels hanno una tariffa maggiore sul loro sito web rispetto a quelle delle OTA con cui lavorano. Anche se hanno gli hotels tutta la libertà di decidere le loro tariffe, dobbiamo dire che questa strategia non aiuta il ROI.

2. Il posizionamento su Tripadvisor influenza il ROI, ma non nel modo in cui pensate

Tripadvisor è un punto cruciale per quasi tutte le prenotazioni alberghiere. Gli hotels che si trovano nelle posizioni più alte delle classifiche ricevono moltissimo traffico dagli utenti che stanno ancora cercando delle idee su dove andare. Questo tipo di traffico è meno qualificante perché gli utenti stanno ancora cercando una sistemazione. Gli hotels che si trovano nelle posizioni più basse ricevono traffico da utenti che hanno già trovato l’hotel per il loro soggiorno e stanno principalmente controllando le recensioni prima di confermare la loro scelta. Sicuramente anche gli hotels che si trovano in cima alla classifica hanno questo stesso tipo di traffico, ma hanno anche un altro tipo di traffico, che è molto meno qualificante.

Per gli hotels con cui abbiamo lavorato e che erano nella top 10 di città molto richieste, abbiamo avuto un ROI medio di 12 volte l’investimento. Il ROI ha fluttuato nel corso dell’anno da 9 a 24 volte l’investimento

Per hotels che si trovano in una posizione media all’interno della classifica (per esempio 300 su 1300 hotels) il ROI medio era di 16 volte l’investimento e fluttuava tra 9 e 43 volte in alcuni mesi.

Per gli hotels che erano posizionati nella parte inferiore della classifica (per esempio 1200 su 1800), il ROI medio si attestava a 10 volte l’investimento e fluttuava tra 4 e 19 volte.

3. Il Motore di Prenotazione fa la differenza

Come già detto, quando un utente clicca sul pulsante mostra prezzi viene indirizzato al motore di prenotazione dell’hotel, con date preselezionate.

Oltre l’80% delle prenotazione generate con Tripadvisor “Mostra Prezzi” non sono immediate. Dalle nostre analisi del processo di prenotazione, un utente clicca mostra prezzi e poi ritorna sul sito web dell’hotel per avere maggiori informazione (tipicamente consulta la pagina delle Camere) e poi completa la prenotazione.

Pertanto è importante che il motore di prenotazione abbia un link ben visibile al sito web dell’hotel, in modo da garantire la conversione del click in prenotazione.

4. La “non disponibilità” è costosa

Se il vostro hotel non ha camere disponibili per le date selezionate riceverete dei click, ma non si trasformeranno in prenotazioni.  Per i clienti che usano SynXis e alcuni altri motori di prenotazione, noi inviamo le informazioni sulla disponibilità a Tripadvisor per evitare che mostri questi hotel se non hanno camere disponibili.

Tuttavia Booking.com e altre OTA vi offrono già questo servizio, quindi potete contare su di loro per fornire queste informazioni a Tripadvisor. In ogni caso, se siete in un periodo di tutto esaurito è meglio sospendere la vostra campagna.

5. TripAdvisor non è tutto

Per nostra esperienza alcuni hotels con una valutazione mediocre su Tripadvisor, hanno ricevuto moltissime visite e prenotazioni proprio dalla loro pagina di Tripadvisor. Quando abbiamo analizzato questo fenomeno abbiamo visto che la popolarità derivava da alcuni blog o da alcuni siti di informazioni ma anche da ricerche effettuate con il nome dell’hotel. Questi utenti avevano già visitato il sito web dell’hotel ed erano andati su Tripadvisor per leggere le recensioni.

Anche se la posizione in classifica su Tripadvisor non è l’unica cosa che determina il ROI, quello che raccomandiamo è che, in qualsiasi posizione della classifica vi troviate, assicuratevi che le recensioni più recenti (la prima pagina) siano positive, perché è questo quello che interessa principalmente agli utenti.

I Pro e i Contro della pubblicità su Tripadvisor:

Pro:

Ci sono numerosi vantaggi, non da ultimo il fatto di proteggere il proprio brand essendo presenti dove conta, e qui conta davvero essere presenti.

Questo significa anche prenotazioni dirette, ed è il vantaggio principale.

L’annuncio su “Mostra Prezzi” funziona bene sia con gli hotels che si trovano al top delle classifiche sia con quelli che sono molto più in basso. Abbiamo lavorato con hotels che si trovavano alla posizione 1000 (su 2000) ed hanno avuto un in media un ROI di 10 volte l’investimento, con picchi di 19 volte, in certi periodi.

Contro:

Il sistema di Tripadvisor con finestre pop up multiple, non è il sistema più adatto per gli utenti ed è francamente un po’ datato.

Tripadvisor non ha un sistema predefinito di controllo del budget. Questo significa che la maggior parte degli inserzionisti lascia il budget aperto e riceve una fattura a fine mese. Questo può essere piuttosto costoso, soprattutto in alcuni mesi dell’anno. Noi abbiamo elaborato un sistema di controllo del budget per i nostri clienti, proprio perché Tripadvisor ne è carente.

Se il vostro hotel riceve improvvisamente una serie di recensioni negative, potete aspettarvi un declino anche nelle prenotazioni.

Per concludere

Gli annunci “Mostra Prezzi” di Tripadvisor garantiscono un buon ROI, se gestiti nel modo giusto. Anziché pagare per una inserzione su una rivista o su altri canali, le inserzioni su Tripadvisor generano prenotazioni a seconda delle recensioni ottenute dal vostro hotel.

Ma campagne pubblicitarie gestite nel modo giusto e seguite da un buon servizio presso l’hotel, non devono essere trascurate come canale pubblicitario diretto.

Fonte Articolo: Wihp, Professional Online Marketing for Hotels

L’80% degli inserzionisti dice che Facebook non è importante quanto il resto del web.

Facebook, è meglio che ti sbrighi a richiedere l’amicizia a GM. Altri inserzionisti stanno cominciando a capire che il mondo degli annunci pubblicitari è molto più vasto rispetto al social network più famoso del mondo.

Infatti, secondo uno studio del mese di giugno di 33Across, quasi tre quarti degli inserzionisti hanno fatto sapere che l’80% della loro attenzione è focalizzata sul “Resto del Web”, non su Facebook. Rispetto a marzo, questa percentuale è aumentata del 23%.  E, ancora peggio per Facebook, un numero di inserzionisti cinque volte maggiore rispetto a marzo ha detto che sta pensando di “diminuire la spesa per Facebook”

C’è stato un grande cambiamento tra la fase pre-quotazione e quella post-quotazione.

“Quello che mi ha particolarmente sorpreso è il grande cambiamento nel comportamento verso Facebook da parte degli inserzionisti e delle agenzie, immediatamente dopo la quotazione” ha dichiarato Allie Kline, responsabile marketing per 33Across. “Il futuro di Facebook dipende da quello che spendono gli inserzionisti – sia per la versione web che per quella mobile – e questa ricerca indica che hanno molto lavoro da fare per ricostruire la fiducia degli inserzionisti e convincerli a continuare ad investire in Facebook.”

Nella tabella qui sotto potete vedere la differenza. 33Across ha chiesto agli inserzionisti a cosa danno più attenzione: Facebook o il resto del web (Rest of the web – ROW)?

In Marzo, solo il 58% ha risposto che il resto del web aveva la maggior parte della loro attenzione. Ma in Giugno questo dato sale al 71%. Aggiungete a questo un 11% che opta per un 40:60 fra Facebook ed il resto del web ed avrete un 80% di inserzionisti che si orientano fuori da Facebook per la maggior parte dei loro investimenti.

Lo studio mostra anche che per gli specialisti di marketing è molto importante che tutti gli annunci siano integrati in un quadro globale, indipendentemente dalla piattaforma. Facebook diventa una priorità inferiore, non viene quasi più considerato come una categoria, ma più come un canale. Adesso gli inserzionisti vogliono integrare tutti i dati marketing che ottengono (in un unico sistema) e capire il ritorno globale dell’investimento.

Facebook è già partito al contrattacco.  A giugno ha pubblicato, attraverso ComScore, una relazione su come effettuare social media marketing . E delle informazioni rilasciate recentemente da eMarketer suggeriscono che la situazione con gli inserzionisti è in realtà migliore di quanto riportato da altri. In ogni caso, la storia post-quotazione di un dei più grandi social network del mondo non è stata finora molto positiva.

E questo studio dimostra che l’azienda ha ancora molto lavoro da fare.

Fonte Articolo: VentureBeat